SGOMINATO SODALIZIO CRIMINALE TRANSNAZIONALE: 34 ARRESTI

su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 34 indagati per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, entrambe aggravate dalla transnazionalità del reato, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, riciclaggio, abusiva attività di raccolta del risparmio, porto di armi e oggetti atti ad offendere , lesioni personali e minacce.
Contestualmente è stata data esecuzione al sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di beni immobili, attività commerciali, disponibilità finanziarie ed autovetture, per un valore complessivo di due milioni di euro. Gli interventi hanno interessato le province di Roma, Torino, Parma, Firenze e Imperia. Due destinatari della misura restrittiva sono detenuti in Togo e nei loro confronti verrà avanzata una richiesta di internazionalizzazione del provvedimento da parte dell’Autorità Giudiziaria italiana. I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata nel giugno 2010 dal Raggruppamento nei confronti di un sodalizio criminale transnazionale di matrice nigeriana, attivo nella Capitale e in altre aree del territorio nazionale, dedito alla tratta di giovani donne africane da destinare allo sfruttamento sessuale e al traffico internazionale di stupefacenti. Il sodalizio, compartimento in cellule, è risultato essere promanazione di una più ampia organizzazione criminale di culto etnico (Cults), radicata in Nigeria e diffusa in diversi Paesi europei ed extraeuropei. Le investigazioni, condotte sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, hanno documentato l’intera filiera della tratta di giovani donne africane e la loro riduzione in schiavitù, anche mediante il sistematico ricorso a pratiche esoteriche finalizzate all’assoggettamento psicologico delle vittime. La componente estera del sodalizio, operante in Togo e deputata al reclutamento delle giovani donne, è stata individuata grazie alla cooperazione instaurata con la Gendarmeria Nazionale Togolese che, su attivazione di questo Raggruppamento, ha proceduto all’arresto, in quel Paese, di due cittadini nigeriani affiliati e alla contestuale liberazione di alcune donne già ridotte in schiavitù. L’attività investigativa ha documentato i vasti interessi dell’organizzazione nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, accertando l’importazione con corrieri “a pioggia” di cocaina, distribuita nella Capitale e in altre città italiane, nonché di traffici di marijuana, approvvigionata da un gruppo criminale albanese, anch’esso colpito da provvedimento cautelare. Inoltre, sono state ricostruite le diverse modalità di trasferimento del denaro, attuate in ambito nazionale attraverso accrediti su carte prepagate postepay e, verso la Nigeria ed il Togo, tramite agenzie di money transfer o con il sistema c.d. euro to euro. L’indagine ha evidenziato l’adozione, da parte del sodalizio indagato, di modalità tipicamente mafiose, con violenze e minacce diffuse in ambito intraetnico, funzionali a mantenere il controllo del territorio e delle attività illecite. In tale quadro sono stati documentati violenti scontri nei quartieri romani di Tor Bella Monaca e Casilino, per il controllo dello sfruttamento della prostituzione, tra il gruppo indagato, denominato “EYE”, e quello contrapposto ed emergente degli “AYE”, costituitosi per scissione dal primo. Le indagini su tali aspetti, sviluppate autonomamente dal Gruppo Carabinieri di Frascati, sono poi confluite nella medesima ordinanza di custodia cautelare. In conclusione, l’indagine ha confermato il livello criminale raggiunto dai sodalizi nigeriani, caratterizzati ormai da tempo da un’organizzazione interna strutturata ed efficiente, in grado di gestire con modalità tipicamente mafiose diversificate attività illecite, in particolare nei remunerativi settori del narcotraffico e della tratta e dello sfruttamento degli esseri umani, nonché il riciclaggio degli ingentissimi proventi.