ARDEA, SICUREZZA DEL TERRITORIO: MOZIONE APPROVATA DAL CONSIGLIO

Tra questi, la verifica della possibilità di potenziare il servizio di pattugliamento della polizia locale per una maggiore presenza degli agenti sul territorio (specie nelle ore serali) e per la creazione di una centrale operativa della polizia locale; la valutazione con la Regione Lazio, le associazioni dei commercianti, i comitati di quartiere, le associazioni, dell’installazione di un sistema di videosorveglianza; la promozione nelle scuole del territorio di iniziative di educazione alla cultura della sicurezza e della legalità in sinergia anche con le altre istituzioni; l’adesione al Forum italiano per la sicurezza urbana; la richiesta dell’ottenimento di una risposta scritta, ufficiale, al ministero dell’Interno, per l’istituzione di un commissariato della polizia stradale. Inoltre, nell’atto si chiede di far impegnare i dirigenti comunali per fare in modo che in 60 giorni sia completata l’area di amministrazione trasparente e quella di amministrazione aperta sul sito internet comunale. Inoltre, il sindaco nominerà un assessore comunale alla sicurezza urbana, che insieme allo stesso primo cittadino possa proseguire nella fase di ascolto della città. Seguiranno anche gli incontri con i primi cittadini di Aprilia, Pomezia e Anzio per valutare le ipotesi di un percorso comune contro la criminalità, per la sicurezza e la legalità, con attività congiunte che possano coinvolgere le diverse polizie locali. Tra le misure da attuare, con mandato al dirigente della polizia municipale, e agli uffici competenti, per la realizzazione di un piano di viabilità che possa, in alcuni quartieri, modificare i sensi di marcia delle vie per ottimizzarne il controllo con pattuglie e videosorveglianza. Inoltre, nella mozione si chiede a sindaco e giunta di intraprendere campagne pubbliche sul tema della legalità e della sicurezza. L’assemblea ha bocciato due emendamenti: uno, presentato dall’intera opposizione, che chiedeva l’adesione del Comune alla Carta di Pisa, l’altro, presentato dalla consigliera Cristina Capraro, che chiedeva l’istituzione di una commissione di accesso.