LAZIO, IMPEGATO DEL MINISTERO AFFARI ESTERI ARRESTATO DUE VOLTE IN DUE MESI

Gli investigatori del Commissariato Torpignattara sono partiti da una denuncia presentata da 7 persone nei confronti di un dipendente del MAE, il quale aveva promesso loro un posto di lavoro presso lo stesso dicastero previo pagamento di 1665 euro a testa, somma che lui stesso avrebbe provveduto a versare al Ministero. Successivamente a tale accordo, con una scusa, il dipendente ministeriale infedele si era fatto prestare 1000 euro da una delle sue ignare vittime con la promessa, mai mantenuta, di una celere restituzione; approfittando in quest’ultimo caso della fiducia che la persona in questione aveva nei suoi confronti, in quanto gli era stato presentato proprio da un suo lontano parente. A distanza di tempo, però, la vittima aveva capito di essere stata raggirata ed aveva quindi sporto denuncia insieme ad altri, vittime a loro volta delle stesse vane promesse. Alcuni giorni fa il malcapitato è stato di nuovo contattato dall’impiegato ministeriale, che gli ha prospettato una nuova possibilità di lavoro sempre per lo stesso Ministero, proponendogli un incontro per il versamento dei restanti soldi e la consegna di alcuni documenti necessari per il completamento della pratica. A questo punto la vittima ha accettato, fingendo interesse, per poi recarsi di nuovo in commissariato ad informare gli investigatori e preparare con loro una trappola. Così l’uomo è stato l’esca perfetta per incastrare il truffatore e prenderlo con le mani nel sacco ancora una volta. All’incontro infatti la vittima era stata debitamente munita di microfono nascosto e di banconote preventivamente segnate, che sono state ritrovate in tasca al malvivente subito dopo lo scambio, avvenuto, oltretutto, sotto l’occhio di una telecamera piazzata ad arte dagli agenti della scientifica.