ARDEA: GLI “AMICI DI GRILLO” CONTESTANO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Nell’articolo scritto dai cinque stelle si fa riferimento inoltre ad alcuni fatti che si sono verificati negli scorsi giorni. Ecco la comunicazione: “Che sia un geometra, occasionalmente giornalista, a perorare la causa che vede quasi in rivolta chi per necessità o professione è costretto a richiedere i servizi dell’ufficio tecnico del comune di Ardea è comprensibile; forse deontologicamente non corretto per il giornalista, ma comprensibile. Quando però lo stesso giornalista, in un suo articolo, riporta in virgolettato le parole di un autorevole professionista locale che occasionalmente veste anche i panni di consigliere di maggioranza, la nostra iniziale perplessità si trasforma in disgusto. Solo due giorni fa scrivevamo, commentando il Consiglio comunale straordinario tenutosi per la sicurezza e la legalità, richiamandoci alle parole del Sindaco e del presidente Giordani che giustamente si compiacevano per l’adozione da parte di tutta l’amministrazione del “Codice etico degli amministratori e dei dipendenti del comune di Ardea”. Questa dura presa di posizione del consigliere-geometra difficilmente si inquadra all’esterno degli articoli 2 e 5 di quel regolamento che impone a chiunque abbia ruolo, sia esso direttivo che politico, nella pubblica amministrazione, che comporti coinvolgimento personale nelle questioni in discussione, di astenersi dal partecipare; figuriamoci poi, come nel nostro caso, quale significato assume l’intervenire direttamente nella questione per sollecitare decisioni da parte della maggioranza. Una maggioranza che vede altri tre suoi colleghi professionisti nello stesso settore che con lui dovrebbero discutere di queste azioni. Già la recente nomina dell’ennesimo geometra-assessore, Maurizio Petricone, pare imposta dallo stesso “potente” consigliere, è suonata come un insulto a quell’etica tanto sbandierata fin dall’interno della casa di vetro comunale. Nulla ci sarebbe da dire se il signor Petricone fosse stato scelto il qualità di tecnico, ma sappiamo perfettamente che egli esercita la sua professione nello stesso comune e parlare di conflitto di interessi, anche per lui, è solo un modo gentile per non utilizzare appellativi decisamente poco ortodossi seppur non necessariamente fuori luogo. È coesa la maggioranza del signor Sindaco ma è costantemente sotto il ricatto dei geometri-consiglieri. Dato ormai per perduto l’appoggio del consigliere Fanco con il quale il Sindaco, ormai scambia solo querele, se restassero inascoltate le imposizioni del consigliere-geometra, basterebbe che anche solo uno dei colleghi consiglieri-geometri si unisse a quel coro per decretare irrimediabilmente la sfiducia e la decadenza di questa amministrazione. Ma nulla di tutto questo accadrà; se il Sindaco non si lascerà ricattare, di fronte allo spauracchio di perdere la poltrona di consigliere, con tutti i benefici che purtroppo, ancora nella gretta abitudine di questi luoghi, il fatto stesso comporta, e di fronte alla quasi certezza di non vedersi più riconfermato alle successive elezioni amministrative, tutto si cheterà. Speriamo che resista il Sindaco, che non si lasci ricattare e che continui a portare avanti quel progetto che tanto gli è caro e che lo vede impegnato nel tracciare “il solco – quello di amministrazione trasparente – che lo sta portando verso un percorso irreversibile che è quello di una ‘casa di vetro’”. Anzi, speriamo contrattacchi, richiamando all’etica ed al regolamento il suo consigliere e ne chieda le dimissioni per manifesto conflitto di interessi nella gestione della cosa pubblica.
Ha una brutta gatta da pelare il signor Sindaco. Come si giustificherà al giudizio dei suoi concittadini dopo quell’esemplare giovedì di “Consiglio aperto” dove tante promesse ha fatto? Darà seguito ai buoni propositi di etica, legalità e trasparenza con tanta enfasi annunciati? O cederà agli ignobili ricatti dei consiglieri-geometri-giornalisti? Ben sappiamo che la situazione in quell’ufficio è critica, ma ben sappiamo anche che il Sindaco ne è al corrente; accogliere quelle richieste potrebbe essere la naturale conseguenza di una scelta obbligata, ma resta intollerabile il comportamento della sua “peggioranza” che, con totale disprezzo dei cittadini che li ha eletti, neppure mostrano il benché minimo pudore nel presentare le loro inaccettabili richieste.”