LADISPOLI, MADE IN ITALY E RECORD ALLA SAGRA DEL CARCIOFO

La “Piazza dei Sapori d’Italia” consolida la sua fama di paradiso dei golosi grazie alla presenza degli stand delle Pro Loco di tutta la penisola, associazioni che da 130 anni difendono i prodotti di qualità del territorio.Nardocci conferma anche che si può e si deve ancora migliorare. Esiste un problema abusivismo che però non può essere affrontato solo dagli organizzatori e dall’amministrazione locale. Si tratta di automezzi che spacciano carciofi che provengono da altri territori e quindi di minor qualità e prezzo che vengono “rifilati” agli ignari visitatori. Avanza l’ipotesi che si potrebbe trattare di una organizzazione truffaldina che lucra molto sull’operazione in quanto i carciofi taroccati hanno un valore di circa la metà rispetto ai deliziosi carciofi di Ladispoli. Sono inoltre prodotti con concimi chimici che, in assenza di qualsiasi forma di controllo, possono essere dannosi per la salute dei consumatori.Quest’anno decine di piccoli automezzi sono stati dislocati intorno all’area della Sagra e venivano riforniti da camion più grandi che non potevano raggiungere il centro.“Qui non si tratta solo di elevare verbali, come hanno fatto in modo encomiabile le forze dell’ordine – continua Nardocci – si tratta dell’ennesimo episodio di contraffazione dei prodotti di qualità che sta minando il futuro dell’intero Made in Italy. I nostri carciofi vengono inviati ai cuochi ed ai gastronomi di tutto il mondo grazie ad un’azione promozionale condotta negli anni in collaborazione prima con Rai International ed ora con il social marketing. Anni di lavoro serio ed attento potrebbero essere spazzati via in un attimo. Occorre una legge molto più precisa sul Made in Italy – conclude Nardocci – con pene più severe per chi mette in pericolo il futuro economico del nostro Paese che in questo periodo di crisi può solo sperare nell’ancora di salvezza della qualità dei suoi prodotti”.