REGIONE, CORI, SEI ESPOSIZIONI RACCONTANO GIULIANELLO IN UN SECOLO DI STORIA

Un’iniziativa voluta ed organizzata dall’Associazione culturale “Chi dice donna”, presso la Delegazione comunale, che si propone di raccontare l’evoluzione sociale ed urbanistica del paese nel corso del secolo appena passato, attraverso una rassegna fotografica, di manufatti, artigianato ed antiquariato. Molte infatti le opere in grado di descrivere e raccontare la storia di Giulianello, come i ricami e i cuciti di Antonella Cirino e Luigina Sanna, applicazione di raffinate tecniche di sartoria a mano, dal classico al fashion, fino alla creazione di gioielli in filo con uncinetto e ferri, che sono espressione della manualità e creatività femminile. I bassorilievi in rame realizzati artigianalmente da Massimiliano Putzu, invece, rappresentano immagini sacre e scorci del Castro Juliani, frutto di un’antica arte tramandata di padre in figlio attraverso le generazioni. L’allestimento di oggetti ed utensili casalinghi ed attrezzi da lavoro femminile di un tempo, narra la donna che governava la casa, accudiva la famiglia e prestava le sue instancabili braccia all’agricoltura e all’artigianato. Non mancano gli scatti del primo Novecento, curati da Sofia Bucci, che ritraggono la donna in tutte le vesti e mettono in evidenza l’evoluzione del costume e del cambiamento di ruoli sociali e mentalità. Spaccati di vita quotidiana, tra mansioni domestiche, lavoro nei campi e attimi di mondanità, soprattutto per ricorrenze familiari e feste di paese. La Sala Lettura “Gianluca Canale”, nei locali del centro socio culturale “Il Ponte”, ha invece ospitato la raccolta di libri scritti da autori locali e l’esposizione di foto d’archivio curata dall’Associazione culturale “Il Ponte”, che ritraggono il paesaggio giulianese di una volta, con le rigogliose campagne, il centro abitato che si estendeva attorno all’antico borgo medievale, il Lago, ma soprattutto la vecchia ferrovia dismessa Velletri – Priverno, che aveva a proprio a Giulianello una delle sue stazioni, con un tratto di linea ferrata che correva dritta su un antico ponte sopraelevato, le cui tracce sono ancora visibili.