LADISPOLI, 25 APRILE, PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI: “RICORDARE I VALORI DELLA RESISTENZA”

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Qui di seguito, il discorso pronunciato oggi in occasione della Festa della Liberazione da Forte.

“È difficile non suonare retorici in giornate come questa, ma credo che la grande sfida, e lo dico da 25enne, sia proprio questa. Mantenere in vita ciò che questa data rappresenta per noi e il nostro paese. Strappandola via, se serve anche con vigore, dalle mani di chi intende farla passare come un rituale vuoto e fine a se stesso.

Ora direte: come portare avanti questa sfida? Me lo sono chiesto e non ho trovato altra risposta che questa: facendo rivivere quegli ideali nella nostra vita di tutti i giorni. E in un momento, ormai, in cui per ragioni anagrafiche molte delle persone che hanno vissuto pienamente il fascismo, la guerra e poi la liberazione se ne stanno andando, o non hanno più la forza di testimoniare, è fondamentale non dimenticare l’importanza degli ambienti formativi, scolastici, e in generale dei giovani in questo processo di memoria, di ricordo e di consapevolezza.

Periodi di crisi come quello che stiamo vivendo sono state in passato terreno fertile per le svolte autoritarie.

Diamo molte cose per scontate al giorno d’oggi. Spesso diamo per acquisite conquiste che ai nostri genitori, ai nostri nonni, sono costate fatica, a volte sangue. Siamo quelli cresciuti dopo la caduta del muro di Berlino, e le atrocità dei regimi totalitari e delle guerre le abbiamo viste praticamente solo in televisione, da lontano, come spettatori. Ma il fatto che moltissimi di noi – e per fortuna! – non abbiano mai vissuto momenti del genere non diminuisce, semmai aumenta, l’importanza dell’atto di ricordare e comprendere quello che è successo durante il fascismo, la guerra e la liberazione. Ed è per questo che questa giornata è così importante.

Dobbiamo ricordare e mettere in pratica i valori del 25 aprile per evitare che certe cose si ripetano, per essere pronti a prevenirle. Il punto è che spesso, in molte situazioni anche quotidiane ci si limita – forse, qui, soprattutto i più giovani – per così dire, ad ‘esistere’. Ma non è sufficiente. Ci sono delle volte, anche oggigiorno, in cui bisogna ‘r-esistere’.

Resistere proprio come hanno fatto, in maniera eroica, con un coraggio e una grandezza che probabilmente uno come me non è neanche in grado di immaginare, i moltissimi giovani protagonisti di quello straordinario moto popolare che è stata la Resistenza.

Concludo: sapete cosa mi ha colpito di più leggendo le lettere dei prigionieri, dei condannati a morte? Soprattutto quelle dei ragazzi più o meno della mia età? La lungimiranza, il saper guardare avanti. La consapevolezza di star facendo qualcosa di grande, per cui vale la pena soffrire e addirittura essere uccisi. Sono sensazioni che noi, spesso abituati ormai a vivere giorno per giorno, forse non sappiamo neanche dove stanno di casa. Credo che questo – il saper guardare avanti anche nei periodi più bui, l’agire anche drammatico perché le cose cambino – sia uno degli insegnamenti più profondi che possiamo trarre dalla Resistenza.”