CERVETERI, IL SINDACO PASCUCCI SU FURTO REPERTO NELLA NECROPOLI DELLA BANDITACCIA

“È comparso sulla Stampa – ha spiegato Rita Cosentino, Direttore della Necropoli della Banditaccia – un articolo che riferisce del recente furto corredato dalla foto di una Sfinge che viene erroneamente riferita al manufatto trafugato. Atti di questo genere vanificano gli sforzi che la Soprintendenza, in piena collaborazione con l’Amministrazione Comunale, sta compiendo per la valorizzazione del sito Unesco della Banditaccia di Cerveteri e per la crescita culturale ed economica della comunità ceretana. In un momento in cui l’antica Caere è sotto i riflettori nazionali e internazionali per la Mostra realizzata con il Louvre nel Palazzo delle Esposizioni a Roma, e per l’eccezionale presenza nel Museo di Cerveteri della Coppa di Eufonio, trafugata e poi restituita all’Italia, questo atto criminale rappresenta uno sfregio nei confronti di tutta la cittadinanza. Da parte nostra, ci impegneremo sempre più per rafforzare il senso di appartenenza del patrimonio archeologico alla comunità locale, affinché questa custodisca e valorizzi insieme a noi le testimonianze delle proprie origini. La Soprintendenza, inoltre, sta lavorando per rafforzare la sicurezza del sito insieme alle Forze dell’Ordine”. “Ciò che è successo non fa che sottolineare, ancora una volta, ciò che noi ripetiamo da anni e anni, ovvero che c’è reale bisogno di una maggiore attenzione da parte dello Stato e del Ministero dei Beni Culturali sul nostro Sito Unesco, e soprattutto, di investimenti che assicurino il decoro e soprattutto la sicurezza dell’area archeologica. Abbiamo ribadito più volte che nel nostro territorio c’è bisogno di maggiore presenza delle Forze dell’Ordine. Come Comune abbiamo predisposto e finanziato progetti per l’installazione di impianti di videosorveglianza sia nei pressi della Necropoli della Banditaccia che in varie altre zone del territorio comunale. Sappiamo però che le telecamere possono essere un aiuto, ma non la soluzione. Ci auguriamo che non accada mai più, ripeto mai più, qualcosa di simile e che lo Stato comprenda una volta per tutte che non può lasciare i Comuni, o le Soprintendenze, da soli a gestire e proteggere il patrimonio culturale italiano”.