REGIONE LAZIO, FESTA DELLA REPUBBLICA, BIANCHI: SI RIPARTE DAL LAVORO

“Oggi festeggiamo il giorno in cui gli italiani hanno scelto la fiducia e la speranza rappresentata dalla Repubblica, contro l’odio e il fascismo che l’avevano governata nel ventennio precedente. A distanza di quasi 70 anni questo giorno mantiene tutta la sua voglia di non cedere alla paura e di impegnarsi per costruire un paese migliore e più giusto. Il punto da cui partire, come la stessa Costituzione ci suggerisce, è il lavoro. In questi mesi in regione abbiamo cercato di dare risposte concrete ai tanti giovani in cerca di una prima occupazione e ai tanti lavoratori disoccupati e cassintegrati a cui ogni porta sembrava sbarrata. Abbiamo iniziato con l’Accordo di programma Frosinone-Anagni e piani di reinserimento dei lavoratori VDC, per poi puntare al rilancio della Fiat  di Piedimonte San Germano. Per i giovani abbiamo avviato il piano “Garanzia Giovani” che permetterà ad ogni ragazzo e ragazza disoccupati della Regione di avere, entro 4 mesi,   un’esperienza lavorativa o formativa adatta alle proprie aspettative. A questo vanno aggiunti i tanti bandi dedicati alla nascita di startup, all’agricoltura e alla cultura, senza dimenticare l’impegno per il risanamento della Valle del Sacco che da azione di bonifica può diventare un intervento per creare sviluppo e occupazione. Siamo anche consapevoli però che tanta strada resta da fare e  tante altre crisi  sono in attesa di essere risolte, a cominciare dal caso Multiservizi di Frosinone.  Sono quasi 60 giorni che i lavoratori sono in tenda in attesa di una risposta dal Comune che speriamo arrivi già il 4 giugno, per chiudere positivamente questa vicenda, considerando anche i 4 milioni di euro che la Regione ha messo sul tavolo. Tutto questo per riconsegnare entro pochi anni alla Regione e alla provincia di Frosinone quella voglia di futuro che sembrava aver perso. Innovazione, green economy,  filiera alimentare e di qualità, manutenzione del territorio, cultura, valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali sono i settori da cui ripartire, grazie soprattutto alla nuova programmazione UE. Nei prossimi 7 anni avremo a disposizione  2,6 miliardi di fondi europei per dare senso e concretezza a queste parole, e potremo farlo solo con un territorio animato da un senso di riscatto. Lo stesso che 68 anni fa, dopo una guerra devastante, ha permesso all’Italia di diventare una Repubblica.”