POMEZIA, CONSIGLIO COMUNALE A PORTE CHIUSE DOPO PROTESTA DIPENDENTI DEL CONSORZIO UNIVERSITARIO

I dipendenti che rischiano fortemente di perdere il loro posto di lavoro, hanno voluto chiedere all’amministrazione risposte e rassicurazioni, oltre che esternare il loro malumore. A causa della difficoltà da parte del consiglio di andare avanti coi punti all’ordine del giorno, dopo una breve sospensione, il presidente ha deciso di chiudere l’aula. “Sono stato costretto a sgomberare l’aula dopo aver invitato più volte i lavoratori del Consorzio ad avere un comportamento consono al luogo e all’assise – spiega Renzo Mercanti – Quello che è successo  in Consiglio non me l’aspettavo, anche perché avevo già dichiarato più volte, anche a mezzo stampa, che avrei sospeso i lavori consiliari e sgomberato l’aula in caso di disordini. Il Regolamento vigente è molto chiaro in proposito e all’articolo 71 dà discrezionalità al sottoscritto di adottare lo strumento dello sgombero dell’aula per consentire il normale svolgimento della seduta. Abbiamo proseguito i lavori del Consiglio a porte chiuse snaturando quello che è lo spirito partecipativo dell’Amministrazione comunale. Sono solidale con i lavoratori, ma ribadisco che l’aula consiliare non è il luogo preposto per agire una protesta, bensì lo spazio istituzionale che rappresenta la cittadinanza intera e dove vengono discusse e votate scelte importanti per tutti”.