ARDEA, DI FIORI ESPRIME AMAREZZA A POSTE ITALIANE PER I DISSERVIZI

Tanti i disagi che si potrebbero venire a creare, così come sono tante le situazioni allarmanti emerse negli ultimi mesi per quanto concerne il già precario servizio di smistamento lettere che sul territorio ha spesso lasciato insoddisfatti numerosi cittadini. Tanti residenti stanno infatti mandando lettere di reclamo in Comune per ritardi sulla consegna della corrispondenza che ora non viene più da Tor San Lorenzo ma da quattro centri di smistamento diversi: Anzio, Aprilia, Pomezia, Albano. “Esprimo la mia amarezza per la chiusura dell’ufficio smistamento postale di Tor San Lorenzo. Lo faccio perché la mia comunità – 50mila abitanti alle porte di Roma e 250mila in estate – si trova per l’ennesima volta a essere snobbata da Poste Italiane – ha scritto il sindaco – Ciò, perché se non fosse stato per la stampa, che ha segnalato il problema, tutto ciò sarebbe avvenuto senza alcun tipo di processo partecipativo (come invece dovrebbe essere per servizi così di rilievo). E dire, invece, che il Comune di Ardea si sarebbe trovato a disposizione per realizzare una collaborazione proficua con Poste anche nell’individuazione di locali che potessero sostituire gli attuali. Ci siamo trovati davanti a questa scelta e, con profonda tristezza, ad assistere a una politica di comunicazione praticamente inesistente. Poste Italiane, ad Ardea, altro non è che – agli occhi dei cittadini – una continua coda agli sportelli, una caccia ad altri uffici postali fuori Comune, un ritardo continuo della consegna della corrispondenza, vuoi per la toponomastica complessa (sulla quale stiamo lavorando), vuoi per portalettere che spesso preferiscono lasciare le lettere a un solo numero civico per via. La mia comunità si trova, dunque, ad avere una pessima immagine della vostra azienda e, a questo, bisogna porre necessariamente rimedio. Ciò, perché la politica ne vuol parlare in consiglio comunale, le associazioni sono pronte a riprendere nuove polemiche in questo settore, con un nocumento in termini di immagine che, di sicuro, bene non fa all’azienda Poste, una delle principali imprese del Paese”.