POMEZIA, ANCHE D’AVINO CONTRO IL CIRCO NERO: “GIU’ LE MANI DALLE DUNE”

“Quella che cresce sulla duna costiera è una formidabile difesa naturale contro l’erosione marina. Le dune, scrive D’Avino, in pratica, sono dei rilievi sabbiosi che si accumulano sulla costa grazie all’azione dei venti. Con la sabbia la duna costiera si “stabilizza” e ciò permette la nascita di una fitta vegetazione che blocca l’avanzamento del fenomeno erosivo. La Duna di Capocotta rappresenta l’ultimo lembo della Riserva del Litorale Romano ed è la duna più lontana dalla foce del Tevere. Tutta l’aerea, continua D’Avino, è segnalata come Sito di Importanza Comunitaria e inserito nelle Zone di Protezione Speciale. Il giglio di mare, la centaurea, la camomilla marina danno vita, in diversi periodi dell’anno, a meravigliose fioriture; i ciuffi dello sparto pungente danno quel tocco caratteristico all’ambiente, il tutto corredato dal profumo del ginepro coccolone. La macchia mediterranea caratterizza il cordone più fitto della vegetazione con lentisco, stracciabrache, erica e alateno. Oggi delle dune (presenti in pochissimi tratti di costa italiana) ne rimane testimonianza solo nella zona di Campo Ascolano, Capocotta e Castel Porziano; la vegetazione è purtroppo continuamente minacciata da diversi fattori quali l’inquinamento e l’azione distruttiva dell’uomo stesso. Io, sottoscritto Angelo D’AVINO Presidente della lista civica “Pomezia in Testa”, ho  voluto in premessa descrivere, un patrimonio ambientale che deve essere tutelato a tutti i costi. Ma qualcuno non la pensa cosi, visto che proprio sulle  DUNE  si è deciso di svolgere l’ormai famoso evento del “Circo Nero”, previsto per  il prossimo 26 luglio, almeno da come si è appreso da vari organi di stampa, su questa   scellerata decisione del Sindaco FUCCI e della sua maggioranza con delibera di Giunta n. 112 del 3 Giugno 2014. Dopo di ché, continua nella sua missiva D’Avino, possiamo solo immaginare lo scenario che apparirà ai nostri occhi,  visto che si è deciso di spianare le (nostre) DUNE usando una ruspa a trazione umana,  che tra l’altro, avendo  la manifestazione un costo economico già di per se elevato che l’amministrazione non farà altro che addebitarlo sulle spalle dei contribuenti, ovvero noi. A questo punto si resta senza parole, però, per l’occasione ne voglio coniare una ma significativa: Vergogna!!! Pensavamo che si scrivessero pagine nuove nella storia della nostra Città, invece come già ribadito in precedenza, assolutamente nulla di importante è stato scritto nel libro di Pomezia. Però, da un anno a questa parte, si è scritto poco o niente anche sul libro dei sogni di chi ci sta governando. Infatti, vi sono solo delle pagine bianche, ora, invece se ne vuole scrivere addirittura una  nera. Per l’appunto quella del “Circo Nero”.  MA NON DOVEVAMO USCIRE DAL BUIO? Ho avuto modo di leggere fortunatamente anche molti commenti negativi e molte critiche che vengono da più parti rispetto a tale decisione. Io mi trovo in totale sintonia con tutti coloro che hanno voluto manifestare con coraggio il loro dissenso e mi chiedo: Ma è mai possibile, che un’Amministrazione comunale possa compiere delle scelte di così ampia gravità, proprio contro i suoi “Cittadini” così come gli stessi dell’M5S amano definirsi nei propri slogan propagandistici? Ma non erano forse loro, quelli che si vantavano di possedere le caratteristiche fortemente orientate all’ambiente e contrari alla deturpazione dei territori? Come mai oggi giunti al potere, rimangono totalmente sordi agli accorati appelli che da più parti li stanno raggiungendo? Il Sindaco Fucci, in campagna elettorale diceva che avrebbe parlato con i cittadini per ogni scelta da compiere, come mai allo stato pratico tutto ciò non si avvera? Come mai si è arrivati a svolgere il Consiglio Comunale a porte chiuse in barba della tanta decantata trasparenza? Dimenticavo! Tutto ciò è stato giustificato per prevenire l’ordine pubblico. Ma non erano certo dei malavitosi coloro che legittimamente manifestavano civilmente il loro dissenso, ma persone che all’improvviso erano rimaste senza un lavoro e chiedevano di essere ascoltati, ma – ancora una volta – ha vinto l’arroganza rispetto al confronto democratico. Cosa altro ci aspetterà nei prossimi anni? Mi auguro che si uniscano le forze sane di questa Città per far sentire forte la propria  voce. Per il momento  chiedo a gran voce – che si revochi immediatamente la delibera n. 112. Ammettere di avere sbagliato – per me, conclude il leader di Pomezia in Testa – non è segno di debolezza ma, di saggezza e coraggio.”