OSTIA ANTICA: MOSTRA SCAPIGLIATI “TOSCANACCIO” IL 19 LUGLIO

Una esposizione artistica attraverso una serie di Maschere: volti, anzi “stravolti” come li definisce l’Artista, espressione di una tormentata ma vissuta vita da genio: “Non maledetti, ma diversi, raccontati male. Il mondo è pieno di questi angeli del male. Gente silenziosa, che non ha voce, sconfitta. Io mi sento uno di loro”. E ancora: “L’Arte non ha niente di Mitico, di Magico, di Morale. Essa è soltanto il grande inganno attraverso il quale l’Uomo si illude di poter percepire l’idea dell’eterno, dell’assoluto, di Dio”.

Questo il pensiero dell’Artista  nato il 1 aprile 1946 a Piancastagnaio in provincia di Siena e che da oltre 40 anni risiede, lavora, dipinge, scrive e crea a Roma. Tante vicissitudini ed una salute non eccellente gli fanno condurre una vita tormentata “fuori da qualsiasi contesto culturale e politico…fuori dalle mode e dalle pose”. Ma è da questa stessa sofferenza e dal suo anticonformismo che riesce a trovare le energie per creare le sue meravigliose opere: “nel mio deserto infuocato coltivo fiori bellissimi ed è sempre primavera”.

Vive l’arte come una pura ingannevole invenzione ma che soddisfa il suo bisogno di sognare. “Un personaggio poliedrico, caparbio, anticonformista, generoso e affascinante – dice di lui Giuliana Mosca, presidente dell’Associazione Risus nonché curatrice  della mostra – capace di  sognare e di farci sognare, di viaggiare e di farci viaggiare…senza partire mai”.

La sua produzione “schizofrenica” nell’ultimo periodo si è concentrata sulla creazione di questi volti “male-detti”, appunto, di gente che non è riuscita a raccontarsi, sconosciuta, ma che esiste. Volti che interpretano la sua idea dell’Arte: “Nuova, Coraggiosa, Vera, impopolare, difficile da comprare, da capire, da guardare…” e  nella quale egli stesso si nasconde, silenzioso, in attesa che Dio lo salvi: “Il male-detto è colui che è innocente e aspetta un Cristo che lo riscatterà. Del valore artistico delle opere, lascio a voi l’ardua sentenza”.