ANZIO, IRRUZIONE A PRESIDIO PACIFISTA “DONNE PER LA PACE”: LO SDEGNO DEI DEMOCRATICI

“Le forze democratiche di Anzio e Nettuno ritengono inaccettabile l’atteggiamento di alcuni cittadini, che mercoledì 20 agosto in Piazza Pia hanno tentato di impedire il presidio pacifista indetto dal Comitato donne per la Pace di Anzio e appoggiato da Emergency. La manifestazione prevedeva anche una raccolta firme simbolica su un appello di Gino Strada per il disarmo di Israele e la cessazione delle ostilità a Gaza, per indurre le istituzioni locali a prendere posizione su un simile tema. I disturbatori, evidentemente di opinione diversa e vicina alle posizioni israeliane, non hanno gradito né l’appello di Strada né l’esposizione presso il presidio di alcuni cartelloni di condanna alle violenze sui palestinesi, giudicati da loro eccessivamente di parte. Così hanno cercato sia di impedire lo svolgimento della manifestazione con insulti e improperi, che di strappare gli sgraditi cartelloni. Ai poliziotti che li hanno identificati si sono qualificati come membri di una organizzazione politica, come se questa connotazione desse una coloritura più civile al loro atteggiamento. Siamo consapevoli della drammaticità dei temi legati alla questione israelo-palestinese e alle tante passioni che suscita, come della possibilità di condividere o meno un’opinione, ma ciò che non tolleriamo è il tentativo violento e intollerante di chi neanche ammette la possibilità di una opinione diversa dalla sua, e cerca di impedire una civile e libera manifestazione. Coloro che hanno fatto irruzione al presidio per la pace, hanno agito in modo violento, e lo schermirsi dietro una fantomatica organizzazione politica non li scagiona, ma anzi rende ancora più inquietante l’accaduto. In tutta Italia e in tutto il mondo si moltiplicano le manifestazioni per la pace o di sostegno alla causa palestinese, perfino nello stesso Israele, ma qui ad Anzio qualcuno ha pensato che ciò non potesse essere possibile, come se la democrazia fosse una sua prerogativa esclusiva. Così non è: la libertà di espressione appartiene a tutti soprattutto a chi la pensa in modo diverso dalle opinioni dominanti. Quello che vogliono le Donne per la Pace è un mondo in cui per tutti ci siano dei livelli decenti di dignità, democrazia, benessere e libertà, tanto per i palestinesi, come per gli israeliani. Obiettivi che l’Onu cerca di promuovere da sempre: come si fa a non condividere tutto ciò?”