ROMA, 13 GUARDIA PARCO IN STALLO NEL PARCO REGIONALE BRACCIANO MARTIGNANO

Quindi nonostante ricevano lo stipendio dalla Regione Lazio per questi motivi e per altre difficoltà legate alla carenza di risorse economiche da destinare al settore, sono stati lasciati a “girarsi i pollici” all’interno della sede di lavoro senza poter ottemperare ai propri compiti istituzionali in vari settori. Oltre a svolgere compiti di Polizia Giudiziaria e Amministrativa i Guardiaparco si occupano di vigilare sull’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle altre disposizioni emanate dallo Stato, dalle Regioni ed altri Enti Locali (comprese le norme regolamentari degli enti gestori), con particolare riguardo alle normative in materia ambientale (tagli boschivi, edilizia, attività venatoria, rifiuti, acque, pesca nelle acque interne, difesa dei boschi dagli incendi e tutte le altre attività svolte nei rispettivi territori che sono sottoposti a vincolo paesaggistico-ambientale). Si occupano anche delle attività strettamente connesse alla gestione faunistica (censimenti faunistici o vegetazionali, catture, soccorso fauna in difficoltà), al soccorso alla popolazione, con funzioni di protezione civile, come la ricerca di dispersi e le emergenze in casi di calamità, alla ricerca scientifica (assistenza e partecipazione a studi sulla flora, sulla fauna e sulla geologia della propria area protetta) e all’educazione ambientale svolgendo attività nelle scuole, ma anche su campo in qualità di guide ambientali. Vista la diversificazione degli ambienti in cui i Guardiaparco svolgono il proprio lavoro, anche i mezzi di spostamento sono ugualmente differenziati: si va dal classico fuoristrada, alle imbarcazioni per il pattugliamento marino o lacustre, o al cavallo per la sorveglianza di zone particolarmente impervie. La multidisciplinarietà è forse l’elemento caratterizzante di questa professione, che però non può essere svolta se non adeguatamente finanziata. Ci preoccupano le numerose segnalazioni pervenute ai nostri circoli locali, in cui vengono riportate tutta una serie di difficoltà che anche altri distaccamenti dei Guardiaparco trovano nell’espletare i compiti istituzionali loro assegnati. Su tutti si segnala il caso avvenuto nei mesi scorsi all’interno del parco di Canale Monterano dove fu richiesto l’intervento di una pattuglia di quel presidio al fine di prestare soccorso ad un’asina che si era impantanata in una pozza d’acqua dopo essere scivolata da un’altura. Il Guardiaparco intervenuto si è trovato impotente in quanto l’autovettura di servizio non aveva nessuna dotazione necessaria allo scopo ed in particolare una corda indispensabile per imbracare e trarre in salvo l’animale. In quell’occasione, fu necessario rivolgersi ad un locale allevatore di cavalli che giunto sul posto con la sua autovettura aveva con sé tutto il necessario per provvedere al salvamento. Sarebbe quindi il caso che il Presidente della Regione Lazio e gli uffici competenti dell’ente stesso, provvedessero a fornire di mezzi e materiali necessari le centinaia di Guardiaparco che operano in regione, al fine di rendere operativi i servizi, rispettare la dignità lavorativa dei dipendenti assegnati a queste funzioni, evitando che vengano pagati stipendi a chi poi è costretto all’inattività in barba ai fini istituzionali dei singoli Enti Parco, garantendo così la sicurezza delle persone, dei territori, della fauna e della flora dei parchi regionali.