CORI, EATALY INCONTRA CANTINA CINCINNATO, ARREDO CASALE DI STOZA PROTAGONISTA

Il progetto di Manciocchi, pubblicato sulla prestigiosa rivista di architettura «Progetti», è stato poi al centro di una illustrazione nella dimora capitolina di una delle eccellenze mondiali dell’enogastronomia italiana, dove peraltro i vini Cincinnato sono i più venduti in assoluto. Tale è stato l’interesse che il convegno verrà riproposto.

            Immersa in un’area che rappresenta perfettamente la tipica collina laziale, la villa-casale ottocentesca è stata oggetto di un’importante ristrutturazione, con la realizzazione di una nuova struttura comprendente una bottaia interrata, la cucina-laboratorio per preparare le degustazioni ospitate in una grande sala interamente vetrata, una serie di locali tecnici. L’arredo resta l’aspetto più interessante, sotto il profilo estetico: letti, comodini, lampade, ante dei contenitori, banconi del bar e della reception, tutto costruito riutilizzando barriques dismesse e botti in castagno recuperate dalle antiche cantine del centro storico. Due materiali molto diversi per le differenti modalità d’uso, corrispondenti a due culture di vinificazione distanti.

            Al progetto ha collaborato anche l’ultimo “sediaro”, non solo di Cori, ma forse di tutti i Lepini e dell’intera provincia pontina. Le sedie della sala degustazione, frutto di una rivisitazione della tipica sedia corese, sono state realizzate artigianalmente, come si faceva nei secoli addietro, dalla raccolta della paglia fino all’imbottitura.