LADISPOLI, NUOVI TRENI IN ARRIVO MA LA QUESTIONE TRASPORETI RIMANE ANCORA IN SOSPESO

Inutile a dirsi, ad oggi questo principio è stato completamente disatteso; i pendolari (almeno quelli della linea FL5) viaggiano compressi come in una scatola di sardine, sicuramente utile per fare socializzazione ma ovviamente non conforme al termine COMODITA’. Sono stati stanziati 64 milioni di euro (fondi Ue) per l’acquisto di nuovi treni per il trasporto regionale con lo scopo di arrivare, insieme a Trenitalia, al rinnovo dell’intero parco rotabile promesso dal Governatore Zingaretti. Infatti si tratta solo di RINNOVO, altro che un treno ogni 7,5 minuti! Al momento sulla tratta FL5 non è previsto alcun convoglio aggiuntivo, nonostante il trend demografico e i crescenti costi del carburante richiederebbero investimenti indirizzati verso forme sostenibili di trasporto la prima delle quali è rappresentata dal trasporto su ferro. Come ammette la stessa Regione, il TPL (Trasporto Pubblico Locale) urbano conta il maggior numero di passeggeri trasportati all’anno, circa l’85% del totale, con Roma che assorbe circa il 77% della domanda di trasporto pubblico regionale. Roma. È proprio questo il problema. Ovviamente Roma costituisce un impressionante polo di attrazione e una fonte di lavoro che attira verso di se milioni di pendolari ogni giorno, di conseguenza, la maggior parte delle risorse finanziarie destinate al trasporto pubblico (ma non solo) vengono destinate alla Capitale. Questo fenomeno, da un punto di vista distributivo, indebolisce la capacità della periferia di incidere sulle dinamiche del trasporto locale. Se tutta la torta se la prende Roma, alle periferie rimangono solo le briciole e spesso neanche quelle. Questo squilibrio potrebbe essere attenuato, se non invertito, attraverso un’aggregazione di una parte dei comuni limitrofi dell’area romana (come ad esempio Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella) intorno ad un altro polo come potrebbe essere quello di un’ipotetica area metropolitana di Civitavecchia. Sarebbe possibile, in questo caso, avere una gestione più equa dei soldi pubblici senza il rischio che una super potenza fagociti tutto? Ciò non è scontato, vista la tendenza tipicamente italiana ad utilizzare i fondi pubblici in modo particolaristico; ma è tuttavia necessario ragionare in termini di rete ed integrazione. La possibilità c’era e abbiamo cercato di renderla concreta, peccato che la nostra Amministrazione Comunale si sia già espressa in favore della Capitale. Nel frattempo, purtroppo, i pendolari continuano a scontrarsi con i soliti problemi. Dei treni sempre congestionati nelle ore di punta e, per quanto cerchino di aumentare le corse, il risultato non cambia. Un abbonamento annuale che continua ad aumentare (se pur di poco) a fronte di nessun miglioramento oggettivo del servizio, ci si rende subito contro che nelle stazioni mancano le minime informazioni per i viaggiatori, spesso i treni sono in ritardo e non si sa né il perché né a che ora arriveranno (…se arriveranno). Non si tratta solo di questioni logistiche, a volte è anche una questione di tatto. Quanto può essere complicato fare un annuncio (puntuale, almeno quello) sulla situazione in cui viaggiano i treni? Purtroppo le informazioni che si ottengono sono spesso insufficienti e poco affidabili. Gli sfortunati pendolari finiscono per creare un sodalizio tra di loro, scambiandosi quelle approssimative informazioni che sono riusciti a carpire chi sa in che modo. Questo vi sembra giusto? È mai possibile che nel 2014 si debba ancora viaggiare in questo modo? Su questi temi è necessario attivare delle azioni concrete nel breve periodo. Non mancano certo gli strumenti tecnologici e forse è più un problema legato all’organizzazione e alla volontà. Devid Porrello, portavoce del M5S nella Regione Lazio dichiara “fino a questo momento, il Presidente Zingaretti è riuscito solo a fare la solita propaganda politica, basata su annunci ad effetto ed inaugurazione di nuovi mezzi in giro per la regione. Ma come tutti vediamo, le condizioni di viaggio rimangono sempre le stesse. Questo è il frutto della mancata programmazione del servizio pubblico regionale e di una mancanza di fermezza nei confronti delle ferrovie. Speriamo che il nuovo contratto di servizio tra Regione e ferrovie possa portare a reali benefici per i viaggiatori.” Un modo per migliorare il servizio potrebbe essere quello di creare un sistema di penalità/incentivi sulla base di parametri rilevanti per il pendolare (quali ad esempio puntualità, comfort, sicurezza etc.) misurati e valutati da un soggetto super partes con poteri effettivi. Questo, unito ad un miglioramento del dialogo tra Regione, Provincia, Comuni e azienda di trasporto (in termini di integrazione nella diversità di ruoli e risorse), spingerebbe verso l’efficienza e qualità, imponendo anche ai pendolari quella forma di rispetto dovuta verso la “cosa” pubblica. Ovviamente, servono anche investimenti mirati, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di rendere sempre meno sovrapponibili le diverse categorie di trasporto ferroviario ovvero volti a creare le condizioni attraverso le quali una nuova fermata non costituisca un ulteriore aggravio per i pendolari che attualmente insistono su una tratta ferroviaria. Si pensi all’ipotesi della nuova fermata di Massimina (quartiere che prevede una riqualificazione con i fiocchi, con tanto di bella colata di cemento), come si legge sul di Repubblica.it, e alle conseguenze che questo potrebbe avere sul flusso dei pendolari. Nulla togliendo al diritto che tutti hanno di poter accedere al servizio di trasporto pubblico, tale diritto deve essere garantito a patto che non si danneggi chi già ne gode. È possibile tutto ciò? Si, a patto che non si subordini la scelta trasportistica ai soliti interessi del mattone. In un Paese dove lo stock abitativo è largamente superiore alla domanda, non sarà forse venuto il momento di dirottare le risorse verso investimenti ad elevata utilità sociale? Intanto aspettiamo fiduciosi i nuovi orari dei treni che ci saranno a dicembre, e incrociamo le dita, fiduciosi che il nuovo orario non ripeterà l’assurda situazione attuale, nessun treno in partenza da Ladispoli dalle 7.38 alle 8.06, in uno degli orari di maggior affluenza.