REGIONE LAZIO, RICERCATORI IN PIAZZA IMBRACCIANO ATTREZZI PER PROTESTA

Il dirigente USB evidenzia poi che “da anni l’USB sostiene la necessità di una riforma degli EPR, che affronti i temi del precariato, della governance, dei finanziamenti e dell’ordinamento. Con un piccolo investimento si potrebbe ottenere un grande risultato ma Renzi ha altri obiettivi,  come ridurre ad agenzia gli enti cosiddetti strumentali, che svolgono anche importanti compiti di controllo, e regalare ai padroni gli enti più dedicati all’innovazione tecnologica, come CNR, INFN o INGV. L’operazione del Governo – prosegue Fiorentini – produrrà una perdita del posto di lavoro per migliaia di lavoratori precari e di competenze e professionalità per il Paese. Noi intendiamo opporci a tutto questo e, dopo lo sciopero generale del 24 ottobre, chiamiamo alla mobilitazione tutti i lavoratori del settore, precari o di ruolo, invitandoli a partecipare alla giornata nazionale di lotta di  domani, 14 novembre, buttando davanti al Ministero gli strumenti di lavoro, come provette, microscopi e computer, e prendendo in mano gli attrezzi della protesta per dare vita a un cacerolazo sotto le finestre del Ministro Madia, la quale tanta visibilità ottenne sfruttando le lotte dei precari della Ricerca”, conclude Fiorentini.