FIUMICINO, CRESCERE INSIEME INVITA IL COMUNE A CITARE CIVILMENTE ENI

Il Presidente e il Vicepresidente di Crescere Insieme hanno poi continuato così: “Il danno che questo sversamento di cherosene ha prodotto nel nostro ecosistema e nel nostro tessuto socio-economico continua a essere impossibile da quantificare – spiegano -. Non si conosce nemmeno la quantità di materiale che sia fuoriuscito dall’oleodotto e se questo abbia davvero raggiunto le acque del mare. Le versioni fornite dall’amministrazione comunale di Fiumicino e dall’Eni rispetto a quelle dare dalle associazioni ambientaliste che lavorano ogni giorno sul teatro della tragedia continuano a essere contrastanti. Idem la tesi del furto di carburante: non è stata ancora definitivamente provata. Non c’è lo straccio di un risultato dei campionamenti dell’Arpa, gli unici dati che abbiamo arrivano da Ladispoli (perché loro sì e noi no?) e non sappiamo nemmeno se mai queste analisi siano state effettuate. Si continuano a leggere chilometriche dichiarazioni di questo o quell’esponente dell’amministrazione ma una versione univoca, che ci dica cosa sia realmente successo, non c’è. Tantomeno sappiamo quanto territorio sia stato contaminato e quanto cherosene sia stato sversato. Nemmeno il servizio di vigilanza richiesto dalle associazioni sull’oleodotto è stato attuato, tant’è vero che ieri si è sfiorati l’ennesima tragedia. In tutta questa situazione continuano a esserci tante, troppe discrepanze che certo non ci aiutano a essere ottimisti. Il Comune faccia l’unica cosa davvero saggia: citi in giudizio civilmente l’Eni”.