LATINA, BONALDO PRESIDENTE AGGIUNTO DELL’ EFFAT, UN PONTINO NELLA FEDERIAZIONE AGRICOLA EUROPEA

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Bonaldo è stato Segretario generale della Fai-Cisl di Latina ed attualmente è Segretario generale della Fai-Cisl del Lazio e Coordinatore per le Politiche e le Relazioni Internazionali della Fai-Cisl nazionale. In Europa è componente dell’Esecutivo dell’EFFAT;  Esperto della  DG Agri  della Commissione Europea nel Gruppo “Aspetti internazionali dell’Agricoltura”; Membro del Comitato europeo del Dialogo Sociale in Agricoltura e del Comitato Europeo del Dialogo Sociale del Settore Food. Laureato in Scienze Sociali è nella Cisl dal 1981- Il Congresso ha eletto, all’insegna del rispetto della parità di genere e della rappresentanza geo-politica alla carica di Presidente la svedese Therese Gouvelin del Sindacato HRF – Svezia e riconfermato Segretario generale l’austriaco Harald Wiedenfofer  L’EFFAT nasce dalla fusione tra le due federazioni europee Ecf-Iuf ed Efa avvenuta l’11 dicembre 2000. Rappresenta 120 organizzazioni sindacali nazionali di 35 paesi europei ed associa circa 5 milioni di lavoratori. Il IV Congresso dell’EFFAT segnato dalla grande crisi economica e finanziaria che in questi anni ha colpito l’Europa con effetti catastrofici sulle condizioni di vita e lavorative di tutti i cittadini, ha avuto come slogan “Insieme per un lavoro dignitoso e una retribuzione equa”. In questo contesto politico, dove i lavoratori sono tra coloro che maggiormente sono stati penalizzati dalle politiche di deregolamentazione neoliberiste, è stato compito del Congresso prendere le decisioni necessarie per intraprendere, nel corso dei prossimi cinque anni, una maggiore ed efficace azione sindacale di tutela dei propri associati e di confronto costruttivo con le Istituzioni europee, ovvero la creazione di un’Europa che offra a tutti i suoi cittadini e ai lavoratori non dell’Unione occupati in Europa, un futuro con condizioni di vita e lavoro dignitose. Durante il prossimo mandato, l’EFFAT si concentrerà in particolar modo sulle seguenti priorità: adesione di nuovi iscritti, dando priorità all’organizzazione ed alla sindacalizzazione dei giovani, delle donne e di coloro che risultano impiegati nelle molteplici forme di lavoro precario; creazione di nuovi posti di lavoro la cui condizione è una politica industriale europea sostenibile che crei le condizioni strutturali per una politica imprenditoriale virtuosa e di proficue relazioni industriali; formazioni dei lavoratori come presupposto essenziale per la ricerca di un posto di lavoro, allo stesso modo i lavoratori altamente specializzati e competenti sono la maggiore risorsa a garanzia di una strategia aziendale relativa all’innovazione ed alla qualità. Altre priorità sono poi  il miglioramento della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, condizioni importanti e preziose per i lavoratori; una maggiore cooperazione e coordinamento tra le Associazioni sindacali europee e le organizzazioni datoriali nazionali in quanto la contrattazione collettiva attualmente avviene prettamente a livello nazionale.