POMEZIA: PROPOSTA DI ACCORDO DAL COMITATO VINCITORI DEL CONCORSO COMUNALE

“Abbiamo chiesto al Sindaco a più riprese un’azione concreta per risolvere la situazione che vivono più di 100 dipendenti a tempo determinato del Comune di Pomezia. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né tantomeno sono stati mantenuti gli impegni presi dalla Commissione consiliare al Personale il 24 ottobre scorso”. “In questo scenario, accanto a tutte le iniziative già messe in atto, hanno fatto irruzione le sei sentenze dei colleghi della Polizia Locale con le quali è stato riconosciuto ai lavoratori il diritto ad essere assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Altri dipendenti hanno già presentato il ricorso al Giudice del lavoro e molti altri stanno valutando in maniera concreta di fare altrettanto. La situazione che si è venuta a creare darà luogo a un contenzioso di dimensioni “eccezionali”, con effetti sul bilancio comunale che si aggirano intorno ai 4 milioni di euro, se calcoliamo le condanne di risarcimento a favore di ciascun lavoratore e le parcelle per gli avvocati che cureranno la difesa dell’ente per ogni grado di giudizio (primo grado, Appello e Cassazione). Ci sembra chiaro che l’instaurarsi o il protrarsi di un contenzioso non risponde in alcun modo all’effettivo interesse pubblico, ma al contrario si traduce in un’azione che mina i principi dell’efficacia, dell’efficienza e soprattutto del buon andamento della Pubblica Amministrazione”. “Ancora una volta siamo noi a fare il primo passo: siamo pronti a rinunciare a tutte le azioni di natura giudiziaria o di tipo risarcitorio avviate o da avviare nei confronti del Comune di Pomezia se il Sindaco si impegna ad adottare – entro 7 giorni dalla data odierna – un atto formale con il quale l’Amministrazione disponga in autotutela la costituzione – a favore dei vincitori di concorso – di un contratto a tempo indeterminato così come prevedeva la procedura concorsuale. Ribadiamo che il nostro unico obiettivo non è quello di dare l’avvio ad una guerra giudiziaria ma piuttosto quello di ottenere un posto di lavoro che riteniamo di meritare, sia per aver vinto un regolare concorso pubblico sia per il lavoro svolto in questi mesi”.