ROMA E PROVINCIA, DURO COLPO AL CLAN CASAMONICA: 8 ARRESTI E 20 PERQUISIZIONI (video)

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I soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi sono ritenuti essere i vertici ed affiliati al noto clan Casamonica attivo nella Capitale, in zona Romanina, con ramificazioni nella provincia di Roma e, segnatamente, nei centri di Nettuno, Genzano, Lanuvio e Cerveteri. L’indagine della Squadra Mobile, in collaborazione con gli agenti del Commissariato Vescovio,  prende avvio dalla denuncia di una vittima che riferiva, nel giugno 2013, di essere perseguitato da minacce telefoniche di morte da parte di una persona presentatasi come appartenente alla famiglia dei Casamonica al quale era stato costretto a versare una somma di denaro per la “protezione”. Le successive attività investigative, anche di natura tecnica, permettevano di confermare la vicenda denunciata dalla vittima e di acclarare che uno degli aguzzini pretendeva anche ingenti somme di denaro da un noto imprenditore commerciale della Capitale, titolare di diverse attività di rivendita di articoli per illuminazione civile ed industriale e di alcuni mobilifici. Si appurava, inoltre, che anche gli altri componenti della famiglia omonima pretendevano denaro e beni “a saldo” di prestiti avvenuti in passato in favore dell’imprenditore che, in pochissimo tempo, veniva coinvolto in un vorticoso giro di prestiti usurari con interessi iperbolici. Gli investigatori accertavano inoltre  che i prestiti venivano concessi attraverso la vendita simulata a compiacenti acquirenti segnalati dal clan, di macchine, gioielli, orologi di pregio a fronte del rilascio di effetti cambiari da parte della vittima e, successivamente, riacquistati dal clan con il pretesto di “scalare” il debito pregresso. I compiacenti acquirenti, dal canto loro, venuti a conoscenza delle difficoltà dell’imprenditore nell’onorare i “prestiti” si proponevano quali “benefattori” concedendo, a loro volta, prestiti usurari di volta in volta rinegoziati. Il quadro investigativo emerso, confortato anche dalle dichiarazioni rese dalle vittime, è stato di eccezionale importanza poiché ha fornito elementi e fonti di prova nei confronti di numerosi soggetti che dall’anno 2007 sino ad oggi hanno coinvolto la vittima in una spirale di prestiti usurai che – laddove non “onorati” – determinavano la comminazione di “multe” (ovvero interessi usurai ulteriori a quelli del debito iniziale) applicate alla “rata in scadenza”. Sorprendente anche il ruolo delle donne del clan, le quali per “rientrare” del prestito di denaro fatto all’imprenditore pretendevano dallo stesso lampadari ed oggetti di arredamento che la vittima sottraeva dalla propria attività commerciale. La consulenza tecnica disposta dalla Procura della Repubblica sul copioso materiale sequestrato e corroborata dalle dichiarazioni rese dalle vittime ha permesso di acclarare che le somme sottratte dalla contabilità aziendale – per far fronte alle continue richieste di denaro da parte del clan Casamonica – hanno avuto dal 2007 al 2010 un ammontare pari a circa un milione e 800 mila euro con tassi usurai che partivano da un minimo del 50 % per passare poi anche al 200% e a percentuali ancora più alte.  Nel corso delle perquisizioni locali sono state sottoposte a sequestro autovetture di pregio, orologi e preziosi per un valore ancora da quantificare.

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