OSTIA, IN MANETTE 10 ESPONENTI DEL CLAN “SPADA” (video)

L’attività ha preso avvio dalla gambizzazione avvenuta nell’ottobre 2015 ai danni di Massimo Cardoni, noto “Baficchio”, di Ostia, cugino di Giovanni Galleoni, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 22 novembre 2011. Il 48 enne romano, con diversi precedenti di polizia, la mattina del 22 ottobre scorso, mentre si trovava nei pressi di un supermercato via Cagni di Ostia, è stato raggiunto da due persone che si trovavano a bordo di un T-Max e colpito ad entrambe le gambe da due colpi di pistola cal. 7,65 esplosi da uno dei due malviventi. I due soggetti, che nella circostanza indossavano caschi e guanti, si erano dati poi alla fuga, mentre il Cardoni veniva condotto all’ospedale Grassi per le cure del caso. Le indagini, coordinate dalla locale DDA, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’evento ed identificare gli autori del reato. Inoltre, grazie alle investigazioni è stato accertato il movente dell’efferato gesto, da ricondurre ad una contrapposizione creatasi tra le opposte fazioni criminali facenti capo rispettivamente al clan emergente degli Spada e alla perdente compagine dei Baficchio/Galleoni. Contrapposizione volta ad affermare la supremazia territoriale dell’una rispetto all’altra nella gestione delle illecite attività nel territorio di Ostia Ponente; Durante le attività delle forze dell’ordine sono emersi gli interessi legati alla gestione delle case popolari ubicate nella zona di Ostia Ponente da parte di alcuni sodali del clan Spada che provvedono all’arbitraria occupazione delle predette abitazioni e alla conseguente assegnazione a famiglie bisognose che pagavano all’organizzazione un corrispettivo in denaro, sottraendone così il controllo agli organi istituzionali. Nello specifico, gli inquirenti, supportati dalle indagini tecniche avviate nell’immediatezza dei fatti, sono riusciti ad individuare l’esecutore materiale della gambizzazione, 32enne romano, che ha condotto materialmente l’azione di fuoco con il supporto di altri complici che nella circostanza ricoprivano il ruolo di vedetta e ai quali era stato assegnato il compito di segnalare gli spostamenti della vittima; Inoltre le indagini hanno consentito di fare luce sulla illecita e lucrosa gestione della case popolari ubicate in via Forni, via Baffigo e via Vasco de Gama, area geografica in cui risiedono molti appartenenti alla famiglia Spada e sulla quale questa esercita un forte controllo territoriale. Attraverso le intercettazioni telefoniche e le attività di riscontro, si è avuto modo di accertare altri esponenti, in concorso tra loro e avvalendosi delle condizioni di omertà ed assoggettamento suscitate nelle vittime e derivanti dalla comune appartenenza al “clan” degli “SPADA”,
stavano cercando di impossessarsi di numerose unità abitative popolari attraverso condotte estorsive poste in essere in esecuzione di un più ampio disegno criminale. Al termine delle incombenze di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso le Case Circondariali di “Regina Coeli” e “Rebibbia”, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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