CORI, DOMENICA 22 GENNAIO SI FESTEGGIA SANT’ANTONIO ABATE

Sant’Antonio Abate fu un eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati, oltre che Santo protettore degli animali. Di lui si narra che rubò il fuoco dall’inferno per donarlo agli uomini. Che fosse capace di guarire malattie terribili. Che mise in fuga gli invasori stranieri trasformando le querce in grandi torce. Che aiuti a ritrovare le cose perse.
Sant’Antonio cò jò pòrcio è solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Ciò perché l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali, il cui grasso veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. Essi circolavano liberamente all’interno dei centri abitati con al collo una campanella.
Secondo la leggenda durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali è data la facoltà di parlare. In passato, durante la notte degli animali parlanti, i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era di cattivo auspicio. Le sue reliquie si trovano oggi ad Arles (Francia), dopo essere state spostate nei secoli da Alessandria d’Egitto a Costantinopoli.