CIVITAVECCHIA, NUNZI: “SUPERSTRADA OPERA DETERMINANTE”

La Confcommercio ricorda come spesso si parli di infrastrutture e logistica, elementi determinanti per lo sviluppo di un territorio. “Tutti i settori produttivi beneficiano di una capacità infrastrutturale – ha aggiunto Nunzi – da una indagine di Conftrasprto Confcommercio se il sud avesse una capacità infrastrutturale come il nord, avrebbe un aumento di Pil di diversi punti. La stessa cosa avverrebbe per il nostro paese se avessimo capacità infrastrutturali pari a quelle di altri paesi europei. Da anni vado predicando un tavolo delle imprese – ha ricordato – che si presenti compatto nei confronti delle istituzioni locali e nazionali. Gli interessi, per molti versi sono comuni, e solo facendo fronte comune, pur nella diversità degli interessi – ha concluso -si potrà fare in mondo che questo territorio abbia i presupposti economici per un suo sviluppo e per un suo rilancio”. Per la Rete dei Cittadini si tratta della conseguenza del “fallimento di un sistema politico, economico e sociale e del fallimento della politica che questo sistema ha prodotto. Sono giuste le rimostranze di tutti coloro che oggi – ha spiegato Flavio Bonomo per l’associazione civica – si scagliano con veemenza contro i diversi enti che hanno espresso un parere negativo ma sarebbe altrettanto giusto chiedersi perché in questo nostro Paese rimane così difficile programmare e completare i grandi progetti che rivestono importanza nazionale. Alla fine degli anni Ottanta Mario Flamini partecipò a Viterbo, come assessore allo sviluppo del Comune di Civitavecchia, ad un incontro con l’allora presidente della provincia di Viterbo onoerevole Sposetti, il Sindaco di Viterbo Rosati e tecnici dei due Enti. Si chiamava allora “vertenza alto Lazio” e uno dei capisaldi della vertenza era proprio la superstrada Civitavecchia- Orte. Sono passati trentasette anni da allora – ha aggiunto Bonomo – e ancora questo progetto di vitale importanza per lo sviluppo del porto di Civitavecchia e di tutto l’Alto Lazio non è stato completato”. La Rete dei Cittadini si chiede perché su tali progetti “debbano avere competenza più soggetti istituzionali, tutti con capacità di veto” e non invece la competenza esclusiva dello Stato per rendere più celeri le decisioni. “Fino a quando, in Italia, rimarranno in vigore queste norme – ha concluso Bonomo – sarà molto difficile dare un impulso determinante allo sviluppo territoriale e del Paese. Era questa una delle proposte di riforma costituzionale bocciata con il referendum del quattro dicembre. Così come la legge elettorale che si sarebbe fatta in quindici giorni. Ma di quale anno? L’accusa di un uomo solo al comando e non la consapevolezza e la necessità di un cambiamento reale di tutto un sistema che non riusciva e non riesce più a dare risposte conviventi. Sono prevalsi i mal di pancia”.