LADISPOLI, PIAZZA GRANDE, CLAMOROSA SMENTITA DI TRANI A PALIOTTA

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Nella puntata di mercoledì scorso di Dentro la Notizia, condotta da Stefano Pettinari su Mecenate TV, l’avvocato Ludovico D’Amico a nome del sindaco Crescenzo Paliotta aveva seccamente asserito, in risposta alla domanda specifica della giornalista Manola Camilletti, che quest’ultimo non fosse a conoscenza del ruolo di Trani. Una smentita che in studio aveva suscitato anche una certa ironia tra gli ospiti della puntata, i quali avevano ricordato all’avvocato che la posizione di Trani era stata ampiamente documentata sulla stampa ed era chiaramente desumibile dalla documentazione allegata al piano. Ma ad aggiungersi a queste considerazioni dei giornalisti ora vi sarebbe Trani stesso che si interrogherebbe sul perché smentire una cosa così evidente. L’avv. Celestino Gnazi ha infatti dichiarato in merito: “Trovo a dir poco sorprendente che il sindaco Paliotta si sia difeso, tra l’altro, affermando, peraltro con una veemenza del tutto fuori luogo, che lui ignorasse, quando fu assunta la delibera di Giunta n. 104/15, che l’assessore Trani fosse consulente dell’U.S.Ladispoli e della Società Piazza Grande e segretario della riunione assembleare del 10/10/13. In primo luogo, sono costretto a notare che la circostanza che Eugenio Trani fosse consulente delle due Società era fatto arcinoto e che fosse stato segretario dell’assemblea era circostanza addirittura documentata negli allegati della delibera in questione. Ne deriva che appare poco verosimile che il sindaco Paliotta (persona stimabilissima e sempre molto presente ed attenta) si sia dimostrato così distratto in quella occasione. In secondo luogo luogo, trovo ancor meno comprensibile difendersi spostando l’attenzione sull’assessore Trani, soprattutto tenuto conto che al sindaco Paliotta non è stato rivolto alcun addebito in ordine alla delibera di Giunta 104/15, dovendosi invece difendere dall’accusa di falso (ed a mio avviso è innocente) in relazione alla delibera di Consiglio n. 25/15.” Una smentita che ha del clamoroso e che ora riguarderebbe delle dichiarazioni che Paliotta ha fornito di fronte al Pm, almeno stando a quanto detto dal suo avvocato Ludovico D’Amico. Sulla posizione di Trani l’avv. Celestino Gnazi ha aggiunto: “Non mi piacciono e non comprendo le difese basate sulla negazione dell’evidenza e dunque è senz’altro necessario riconoscere che sarebbe stato opportuno che Trani non avesse partecipato alla riunione di giunta, in disparte la loro valenza valutativa o meramente ricognitiva. Io stesso ebbi occasione di dirgli che la sua presenza non era stata opportuna, ma lui la rivendicò come legittima sostenendo che astenersi poteva avere il significato di mettere in dubbio la propria correttezza e la propria indipendenza.” Su questo punto va detto che effettivamente l’assessore Trani era intervenuto sulla stampa per spiegare le motivazioni per le quali lui non aveva ritenuto necessario una sua astensione all’atto di giunta. “Si tratta di un atteggiamento che possiamo ritenere ingenuo – aggiunge l’avvocato – ma che in realtà è frutto di una rigidità morale di Eugenio Trani peraltro ereditata dal padre Giulio, prematuramente e recentemente scomparso, uomo integerrimo e di levatura morale indiscussa. Ma tutto questo, per vero, c’entra poco con l’accusa rivolta a Trani nel procedimento penale.” Per l’avvocato Gnazi la posizione del suo assistito non sottende l’illecito contestato: “Confidiamo in una rapida archiviazione dell’accusa perché, in estrema sintesi, riteniamo non sussistesse il dovere di astensione e comunque che non vi fosse la volontà di recare vantaggi indebiti ad alcuno, tenuto anche conto che quella delibera era arrivata in Giunta già predisposta dall’Ufficio, già munita di tutti i pareri di congruità e regolarità, elaborati anche da una commissione, nominata ad hoc e composta da tecnici di grande spessore. Mi fermo qui, aggiungendo soltanto che la cosa singolare sarebbe stata esattamente il contrario e che cioè i componenti della Giunta avessero dissentito, ammesso che fosse legittimo farlo, dai calcoli dei tecnici. Che a Ladispoli vi siano tra poco le elezioni amministrative, è fatto che non può interessare ai Giudici, sulla cui serenità e professionalità abbiamo estrema fiducia, come pure in una rapida archiviazione delle accuse. Trani si presenterà alle elezioni e lo farà a testa alta.” Si infittisce quindi di ulteriori ombre la vicenda contornata a questo punto da evidenti contraddizioni tra gli stessi indagati.