CERVETERI, LITE TRA GIOVANI: VENTUNENNE IN PROGNOSI RISERVATA

Quella mattina ancora presto, un ventunenne era impegnato a soddisfare la sua mania quando nella sala entra un gruppo con un trentunenne che comincia una discussione, non si è a conoscenza dei motivi, che degenera e li fa venire quasi subito alle mani. Nel corso della colluttazione ha la meglio il trentunenne che, mette a terra l’avversario e comincia a pestarlo con calci di inaudita violenza. Il ragazzo di ventuno anni, mostra di aver bisogno di cure e viene condotto da alcuni dei presenti al posto di primo intervento di Ladispoli, presso la Casa della salute e da qui viene trasportato all’Aurelia Hospital dove nonostante all’apparenza sembrava non ci fosse nulla di serio viene tenuto in osservazione. Nel pomeriggio però, una telefonata dall’ospedale ai familiari del giovane annuncia un aggravamento. Un sospetto di emorragia interna impone un intervento chirurgico immediato, eseguito il quale si scopre che, con tutta probabilità, i colpi ricevuti all’addome avevano provocato danni molto seri al pancreas compromettendone la sua vitale funzionalità.Tuttora il giovane si trova nel reparto di terapia intensiva in prognosi risevata.
E’ nella natura umana che una parola mal posta possa degenerare in una scazzottata. E’ nella natura primordiale invece che si perda il controllo e prevalga l’istinto assassino inveendo sulla vittima con violenza animale assestando colpi in parti vitali, quasi con l’istinto di un lupo che azzanna alla gola.
L’uomo così sembra abbia cancellato quella crosta di pensiero intriso di sentimenti contrastanti come la pietà, la tolleranza,aspetti etici e comportamentali che nei secoli lo hanno reso tale. (Seapress)