CERVETERI, PASCUCCI: “IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE”

Le battaglie per le politiche dell’inclusione, diritti e risorse per tutti, contro ogni forma di violenza, il sostegno alle famiglie in difficoltà, la consapevolezza che la terza età è una risorsa e non un peso, l’impegno costante per i bambini, gli adolescenti e i giovani, sempre trascurati nei nostri territori. Tutte queste azioni hanno reso la nostra città e i nostri borghi dei luoghi migliori in cui vivere.
Il primo obiettivo nei prossimi cinque anni sarà migliorare i servizi, aumentare l’efficienza e la qualità della vita nella nostra città. La collaborazione con le realtà locali, le associazioni, i comitati e le forze sociali, già avviata in questo primo quinquennio, ci aiuterà a dare nuove risposte.
Ma accanto alla gestione delle emergenze, dobbiamo pensare al futuro. Costruire un tessuto economico che ci consenta di offrire ai giovani precari e ai tanti disoccupati e cassintegrati non più giovani, nuove opportunità. Per questo sarà indispensabile continuare valorizzare la nostra risorsa primaria: il turismo.
La Necropoli della Banditaccia in questi cinque anni è rifiorita in termini di servizi e presenze turistiche e il Museo Nazionale Cerite ospita per sempre i Capolavori di Eufronio. Il litorale finalmente potrà contare su un lungomare attrezzato già finanziato dalla Regione Lazio. I borghi medievali, l’enogastronomia, i percorsi naturalistici incontreranno nuovi avventori. Tutto il nostro patrimonio sarà al servizio della comunità. Questo è il futuro di Cerveteri.
Ma abbiamo bisogno anche di un piano complessivo. Ciò che nella nostra città è sempre mancato. Con il nuovo Piano Regolatore abbiamo riscritto il destino della nostra città. Dopo 40 anni, finalmente, Cerveteri ha un nuovo strumento urbanistico, moderno, innovativo, rispettoso del nostro patrimonio agricolo e archeologico, sostenibile. Un Piano che fa diventare la città davvero dei cittadini e non dei soliti poteri forti.
Quello che abbiamo fatto in questi cinque anni non era mai stato fatto prima. Ma non possiamo fermarci. C’è ancora molto da fare. E noi vogliamo concludere quello che abbiamo iniziato». (Seapress)