TARQUINIA, PADRE VINCENZO SE NE VA: RAMMARICO ALL’OSPEDALE

Il frate dell’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata, all’epoca fondato da padre Stefano Manelli, deve salutare i tanti fedeli che lo hanno seguito in questi anni e che ora sono rammaricati e dispiaciuti.
Non è stata ancora resa nota la sua nuova destinazione. Il frate, di fronte alla eventualità di un prossimo e probabile scioglimento dell’istituto al quale appartiene, ha chiesto di poter continuare ad operare presso la Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia avendo instaurato un positivo legame con la comunità locale. Secondo quanto appreso non ci sarebbe peró tale possibilità. Pertanto si attendono notizie circa la sua destinazione futura.
«Siamo veramente addolorati dalla notizia del trasferimento – affermano i dipendenti dell’ospedale e i cittadini, pazienti e non solo – in quanto abbiamo potuto constatare in prima persona, nel corso degli anni, il bene e l’amore che padre Vincenzo ha manifestato e manifesta paternamente nei confronti dei malati e degli operatori sanitari dell’ospedale di Tarquinia. Padre Vincenzo instaura, grazie alle sue grandi doti umanitarie, un rapporto famigliare con tutti gli operatori e i malati dell’ambiente ospedaliero tanto che da questo suo comportamento è scaturito un profondo attaccamento da parte dei pazienti e degli operatori sanitari».
«Padre Vincenzo – aggiungono i tarquiniesi – da cinque anni sviluppa la sua attività in maniera amorevole, con cuore gentile, saggio e attento a tutte le sofferenze, disponibile in qualsiasi momento con gli ammalati, parenti, amici, dipendenti ospedalieri e con chiunque abbia bisogno di un aiuto spirituale».
Purtroppo peró, a fronte di una comunità che si dispiace del trasferimento di padre Vincenzo c’è il fatto che la congregazione clericale dei Frati Francescani dell’Immacolata quattro anni fa è stato commissariata. L’ordine in poco tempo è passato da 370 aderenti a circa 160 in tutto il mondo. Padre Vincenzo, di fronte a tale circostanza, sembra non avere altra strada che quella di svestire l’abito azzurro per essere accolto come parroco all’interno di una, forse nuova, Diocesi.