FONTANILE, I PESCI ROSSI POTRANNO RITORNARE A RESPIRARE OSSIGENO

Il nostro giornale aveva portato all’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità comunali, il problema ma, nonostante i continui appelli fatti da parte di un gruppo di residenti di via Vecchia Aurelia, nessuno era intervenuto. Il fontanile, infatti, è abitato da tantissima fauna ittica che, da quando gli è stata tolta l’acqua corrente, si vede costretta a vivere in una vasca colma di acqua putrida e inquinata dalla presenza di vegetazione e melma. Una vicenda che va avanti da oltre sei mesi, da quando cioè qualcuno ha avuto il cattivo gusto di deviare il corso d’acqua naturale che andava a finire nel fontanile, manteneva le vasche pulitissime e dava una boccata d’ossigeno ai tantissimi pesci presenti.
Nessuno, successivamente, ha avuto un minimo di senso civico di riattivare l’uscita d’acqua per il naturale ricambio. Sicchè, molti pesci rossi continuavano a vivere in due vasche inquinate dall’acqua rafferma e con il rischio di morire per assenza di ossigeno. C’era stato un rimpallo di responsabilità tra il Comune e l’Acea, perché entrambi affermavano che la competenza non era loro. C’è invece chi affermava che l’acqua arrivava al fontanile da un ruscello naturale che era stato deviato per finire nelle fogne comunali. Però, nessuno dell’amministrazione, ha avuto la sensata idea di ripristinare il flusso d’acqua o, al limite, di trasferire i pesci in un acquario.
Così ieri mattina, dopo un sopralluogo, il Nucleo dei Rangers d’Italia, in collaborazione con il delegato all’Ambiente Luca Astori e all’ufficio idrico, hanno messo in salvo i pesci rossi presenti all’interno del fontanile, immettendo seimila litri di acqua potabile che consentirà ai pesciolini di poter avere una maggiore ossigenazione. Ma fino a quando?
(Seapress)