CIVITAVECCHIA, APPALTO PULIZIE: ATTIG “L’INCOMPETENZA DEL COMUNE METTE ALLA BERLINA I LAVORATORI”

Lo comunica per l’Ugl la responsabile Civitavecchia sede Zonale Utl di Roma Fabiana Attig che torna sullo spinoso argomento del passaggio dall’ex consorzio Unilabor all’Sgm – scala enterprise. “Questo al fine di ottenere – prosegue Attig – visto che il Comune in tutto ciò è latitante, la continuità ed il mantenimento diritti in precedenza per tutto il personale”.
Contestualmente il sindacato si è attivato anche presso la Corte di appello per sbloccare gli insoluti ancora in capo ad Helos – Unilabor. Un blocco che secondo Attig sarebbe dovuto “alle errate indicazioni che il Comune aveva fornito in sede di gara”. Ma la sindacalista rassicura i lavoratori dicendo che già dalla prossima settimana si vedranno versare, a scaglioni, l’ultima mensilità di marzo e poi il tfr. Attig evidenzia come l’Ugl abbia agito sempre e soltanto per l’interesse dei lavoratori, nella più totale correttezza e si dice sbalordita dal fatto che il Comune abbia indicato soltanto l’Ati come interlocutore.
La sindacalista spiega che il Comune non ha ben compreso la procedura perché l’Ati è un insieme di imprese che si sono associate per rispondere ai requisiti di gara d’appalto ma è il consorzio stabile Sgm che detiene il 60% delle quote «e che risponde a tutte le associate. Secondo la sindacalista l’intero impianto dell’appalto presenta ancora molte lacune, tutte ancora in via di definizione: come ad esempio il certificato antimafia e il contratto.
“Altra nota vergognosa ed illegittima – Attig punta il dito – sta nel fatto che, dopo aver firmato il famoso contratto, le ore ad incremento 9.700 verranno erogate al solo servizio che ne ha fatto richiesta. Questo significa che solo poche unità di lavoratori beneficeranno di un aumento esponenziale del loro monte ore, creando nei fatti un iniquo trattamento tra tutti i dipendenti e violando quando già deciso negli accordi sottoscritti con la scrivente organizzazione – dichiara la sindacalista – che prevedeva una ripartizione equa su tutti i lavoratori in particolare verso quelli con i parametri più bassi. Ovvero le 20 ore settimanali”.
Attig conclude dicendo che l’Ugl ha avviato un ex articolo 28 “a tutela della sigla e dei suoi delegati, discriminati sia nell’organizzazione dei servizi che nelle normali relazioni aziendali” e non rinuncia ad una stilettata finale. “Cozzolino anziché tutelare i lavoratori di Civitavecchia, li manda al massacro e avalla comportamenti da vero caporalato”.
(Seapress)