Hcs: dubbi sulle conciliazioni

Civitavecchia – Dubbi e criticità sulle lettere inviate ai 380 dipendenti del gruppo Hcs. Da ieri infatti i lavoratori sono chiamati a Palazzo del Pincio per firmare o meno le conciliazioni e quindi, di fatto, formalizzare l’accettazione del passaggio dalle vecchie società in liquidazione alla Civitavecchia Servizi Pubblici. «Un’operazione frettolosa ed incompleta – ha commentato Giacomo Meschini della Fiadel Cisal – non ci è stato fornito l’organigramma nè tantomeno il piano industriale della newco, così come previsto dall’accordo sottoscritto qualche settimana fa». Secondo Meschini le transazioni non sono necessarie per i dipendenti che non hanno integrativi o ad personam da contrattare e soprattutto è da criticare la scelta della sede protetta per queste operazioni, «che non può essere il Comune – ha aggiunto – ma dovrebbe essere una sede sindacale oppure la direzione territoriale del lavoro. Abbiamo dato mandato ai nostri legali di verificare se esistano o meno profili di illegittimità».
Nel frattempo il gruppo consiliare del Pd ha presentato un’interrogazione urgente per chiedere di conoscere quale sia la norma o disposizione prevista dall’Ordinamento che permetta di prospettare ai dipendenti delle società partecipate che, in caso di mancata partecipazione alle riunioni al comune, non saranno trasferiti alla Civitavecchia Servizi Pubblici e, quindi, licenziati. «In alternativa, qualora tale norma non esistesse, ed il sindaco, grazie alla presente nota, fosse venuto a conoscenza della inappropriata condotta degli amministratori da lui nominati – si legge nell’interrogazione firmata da Piendibene, Stella e Di Gennaro – si chiede di conoscere quali misure vorrà prendere per porre immediato termine ad una iniziativa che va assumendo i contorni di una grave irregolarità o di una vera e propria illiceità».
È stato quindi il parlamentare del Pd Marietta Tidei a ricordare a Cozzolino «che il trasferimento del ramo di azienda è disciplinato dalla legge. Nell’ambito di questa procedura, il trasferimento del personale non può essere condizionato da discriminazioni tra i dipendenti – ha aggiunto tutti i dipendenti hanno gli stessi diritti e devono pertanto essere trasferiti. Ogni singolo lavoratore del gruppo Hcs deve essere trasferito nella nuova società come stabilito dalla legge e anche dal giudice del fallimento che, lo scorso 19 aprile, ha accolto l’offerta irrevocabile della Csp Srl, disponendo di fatto il trasferimento». Anche Tidei ha contestato la scelta della sede, giudicata impropria. «Chiederò con un’interrogazione urgente al Ministro Del Lavoro – ha concluso – se la procedura seguita dall’Amministrazione non presenti profili di illegittimità».
(Seapress) 13/06/2017