Latina, Coletta scrive ai cittadini dopo il suo primo anno da sindaco

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Latina – Dopo un anno di mandato il sindaco di Latina Damiano Coletta ha scritto una lettera aperta ai suoi concittadini, cercando di raccontare l’attività svolta in questi 365 giorni trascorsi dalla sua elezione. Tanti i punti toccati dal primo cittadino che ha parlato anche dei suoi primi momenti alla guida dell’amministrazione: “Mi è bastato poco tempo per capire che la situazione era molto peggiore di quanto mi aspettassi. Dopo appena due mesi, una volta viste le cose da dentro, mi sono reso conto del disastro che avevamo ereditato e delle difficoltà che avremmo avuto in questo primo anno nel dare le risposte attese dalla città. Una macchina amministrativa assolutamente inadeguata per risorse numeriche, mezzi e organizzazione che rende complicata la gestione dell’ordinario. Per camminare e poi correre servono buone gambe. Accanto a questo, lo studio di alcune questioni spinose, portato avanti fin dai primi mesi del mandato, ha messo in luce l’esistenza di un “sistema Latina”, una modalità distorta di gestire la cosa pubblica che negli anni ha condizionato la gestione di scelte, contratti e concessioni. Un sistema subdolo che ha determinato una sorta di “patologia amministrativa” e del quale è spesso difficile ricostruire i percorsi così come è farraginoso reperire gli atti e i documenti necessari per ricostruire vicende poco chiare che gravano da anni sulle spalle della città. Poi la vicenda Olimpia a conferma del “sistema”, in molti l’hanno dimenticata, che da novembre e per almeno 4-5 mesi ha prodotto una paralisi amministrativa. Nei nostri dipendenti era subentrata una fisiologica sensazione di “paura” nella gestione degli atti amministrativi.”
Dopo avere ringraziato i dirigenti per il lavoro svolto, Coletta ha raccontato anche ciò che è stato fatto in questo anno appena trascorso: “Abbiamo assunto due nuovi dirigenti per i settori Urbanistica e Lavori Pubblici, è prossima la selezione di un nuovo dirigente del settore Ambiente e in programma quella per altre due figure dirigenziali. Accanto a questo stiamo provvedendo a potenziare l’attività degli uffici attraverso l’ingresso di nuovi funzionari e figure tecniche, alcuni dei quali previsti a breve attraverso assunzioni e comandi da altri enti oltre a funzionari che verranno in comando. Abbiamo approvato il PEG (Piano Esecutivo di Gestione): uno strumento di fatto mai utilizzato, che fissa obiettivi e tempi per i dirigenti, dando premialità e consentendo un controllo dell’operato.” Il sindaco, dopo aver risposto a qualche polemica sulle critiche di chi lo apostrofa come uno che parla sempre del passato, ha elencato le priorità della sua amministrazione: “Le priorità sono la Latina Ambiente in fallimento e l’impegno nel mantenere la città pulita e nel progettare un’azienda speciale per i rifiuti affinché su di essi non si faccia lucro. Una città pulita nonostante l’inciviltà di molti cittadini che buttano nei cassonetti materassi, lavandini e scaldabagni. Ma le priorità sono state anche prendersi la responsabilità di segnalare alla Questura la vicenda dei chioschi per rompere il muro dell’omertà, sono fare un bando per i servizi sociali che ha permesso un risparmio di 3 milioni di euro alle casse del Comune, di tutelare 250 lavoratori e mantenere inalterato il servizio, sono il sostegno alla Caritas per il progetto del Microcredito. Le priorità sono state fare un bilancio onesto destinando risorse alla manutenzione delle scuole e delle strade (è stata già asfaltata una superficie complessiva di 78.000 mq). Le priorità sono state la riapertura del Teatro D’Annunzio, la messa in sicurezza del mercato annonario, l’avere momentaneamente scongiurato il definanziamento di 1.500.000 euro per il progetto Plus, il recupero di 800mila euro per il Garage Ruspi. Le priorità sono state avere vinto un bando di 18 milioni di euro ed organizzare una struttura competente ed efficiente per sostenerne i progetti.”
Coletta si è soffermato inoltre sugli investimenti da fare sull’Università, sull’avere riportato i giovani ad interessarsi della cosa pubblica attraverso il Forum dei Giovani, così come avere aperto loro le porte del Comune accogliendo progetti di alternanza scuola-lavoro e tirocini. “Le priorità sono ammettere di avere sbagliato il bando sullo sfalcio del verde – afferma il primo cittadino – prendendosi colpe non proprie, ma l’allenatore è sempre quello si assume le responsabilità, sia quando si vince che quando si perde, e avere individuato l’anomalia del sistema affinché tutto ciò non accada più. Così come sarà per il bando della derattizzazione.” Latina, secondo il sindaco, è tornata ad essere considerata una città che vive nella legalità, che riprende a dialogare con le Forze dell’Ordine, che firma protocolli di intesa per liberarsi finalmente da anni di malaffare. Coletta ha poi chiuso la sua lettera aperta ai cittadini soffermandosi sulle critiche da accettare e quelle da respingere: “Ora mi prendo tutte le critiche per non avere risolto problemi che sedimentano da almeno 15 anni. Ed è ciò che mi dicono nei Borghi quando vado ad incontrare i cittadini e dove si sono creati tanti Comitati spontanei a testimonianza della ritrovata voglia di buona politica. Mi prendo le critiche oneste, costruttive, di chi crede realmente nel cambiamento di questa città. Di chi non dimentica il passato, ma si rende conto del presente. E si rende conto che stiamo lavorando per il futuro. Mi prendo le critiche di chi sta all’opposizione in maniera leale e vuole condividere e costruire una nuova città libera. Libera da legami e fardelli che hanno consentito l’infiltrazione della criminalità nella nostra comunità. Non mi prendo le critiche pregiudizievoli e scorrette di chi vive la frustrazione del proprio fallimento politico e di chi ha fatto parte di un sistema politico che è stato mandato a casa e che, direttamente o da oppositore, ha la responsabilità di avere messo in ginocchio la nostra città. E che ora dà lezioni di politica e di etica nascondendosi dietro una tastiera. Non mi prendo le critiche di chi non fa informazione in maniera leale e corretta. Ho commesso sicuramente qualche errore – conclude Coletta – dagli errori si cresce, non ci si nasconde. Sarebbe stato facile per me fare cose ad effetto per prendere consensi. Il mio impegno è lavorare sulla struttura, sulle fondamenta, per rendere questa città solida e per dare la speranza e la dignità di un futuro ai nostri giovani. E’ investire sulla città non per ottenere facili consensi, ma per aprire una strada nuova, ora non percepibile ma di cui saranno fieri i nostri figli e i nostri nipoti. E’ scegliere cosa è giusto fare e non cosa conviene fare. Per fare questo ci vogliono tempo, passione, onestà, grinta, partecipazione, credibilità, sudore, impegno. E’ ciò che ho sempre dato, è ciò che posso dare, è ciò che darò per il bene della nostra città. Una città che diventerà aperta, solidale, viva, vitale e soprattutto pulita. In tutti i sensi.“