Ladispoli, udienza Vannini, 90 giorni per la perizia

Ladispoli – Ieri si è tornati in aula per il processo legato alla morte di Marco Vannini. Un’udienza veloce, per certi versi tecnica che non ha risparmiato sorprese.
L’udienza si è aperta alle 12 con l’incarico a 2 dei tre medici che dovranno svolgere una perizia al fine di accertare le probabilità si sopravvivenza di Marco Vannini dopo il colpo mortale partito dalla pistola di Antonio Ciontoli.
L’avvocato delle parti civili Celestino Gnazi ha chiesto di integrare il questito posto dalla corte ai due professionisti facendo tener conto anche degli effetti che potrebbero aver causato le errate indicazioni date dai Ciontoli agli operatori del 118. Sulle chiamate l’avvocato della difesa Messina ha chiesto di poter far sentire un perito fonico che potrebbe chiarire alcuni passaggi intraducibili delle registrazioni delle chiamate. Anche la parte civile avrebbe a disposizione un consulente da ascoltare.
Ma a sorpresa la difesa ha chiesto al giudice di passare in esame in aula, ancor prima dell’analisi degli imputati, le intercettazioni ambientali fatte ai Ciontoli presso la caserma dei Carabinieri. Una richiesta sulla quale inizialmente la corte si è dimostrata scettica, soprattutto perché la durata dell’ambientale è di oltre tre ore. La corte ha poi suggerito di valutare quali passaggi dell’intera registrazione vagliare al fine di mettere in luce elementi salienti che potrebbero servire ai fini del giudizio.Ora si tornerà in aula il prossimo 6 luglio alle 10 per un’altra udienza durante la quale potrebbero essere ascoltati i passaggi dell’ambientale. Nel frattempo corrono le settimane per mamma Marina e papà Valerio sempre più determinati a cercare giustizia e verità per loro figlio Marco, scomparso ormai da oltre due anni.