Rinviati a giudizio Moscherini e De Francesco

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l Gip ha accettato le richieste del pm. Gianni Moscherini ed Enzo Di Francesco andranno a processo. Il rinvio a giudizio è arrivato questa mattina. Il giudice Paola Petti ha accettato le richieste del Pm Migliorini. I presunti reati per cui andranno a processo i due ex amministratori sono quelli di minacce e tentata estorsione per la commissione di un altro reato. La vicenda trae origine da un’altra indagine, relativa al porto di Civitavecchia, risalente al 2013: quella sulla pietra utilizzata per la realizzazione della darsena traghetti. Per la Procura ci sarebbero state pressioni, anche nei confronti dell’allora presidente di Molo Vespucci Pasqualino Monti, per ‘‘invitare’’ l’impresa all’utilizzo di materiali e addirittura per tentare di vendere ad altri soggetti economici una cava di pietra nel viterbese, ‘‘vicina’’ proprio ai due ex amministratori. La posta in gioco era alta: l’8% del ricavato dall’eventuale vendita, partendo da un prezzo fissato per la cava non inferiore ai 20 milioni. L’indagine portò a misure cautelari e al clamore mediatico visti i protagonisti ed i loro ruoli.
“Speravamo in un archiviazione in questa udienza – ha spiegato il legale di De Francesco, Matteo Mormino -. Invece è arrivato questo rinvio a giudizio. Un processo che ci vede comunque molto ottimisti visto quello che sta maturando”.
Rinviato a giudizio anche Pasqualino Monti per omessa denuncia, un reato minore che come pena massima prevede una multa di circa 500 euro. "Il mio assistito avrebbe potuto pagare la multa e chiudere l’iter – ha spiegato il suo avvocato Andrea Miroli -. Invece vuole dimostrare che non c’è stata alcuna omessa denuncia e che le conseguenze di questo accertamento contenute nei sopraddetti termini non destano alcuna preoccupazione".
Il prossimo 18 gennaio inizierà il processo che verrà portato avanti dal Tribunale in composizione monocratica, non sono presenti infatti aggravanti nei presunti reati.
A tarda serata arriva anche il commento dell’avvocato di Moscherini Pierluigi Bianchini: «Pensare che il Gip possa prendere una decisione così coraggiosa come il non luogo a procedere dopo una custodia cautelare è arduo – ha spiegato l’avvocato raggiunto telefonicamente -. Ci difenderemo nel processo che si aprirà a gennaio».
(Seapress)