De Paolis: niente Peba a Civitavecchia

«Penso sarebbe bello ed utile usufruire dei finanziamenti a fondo perduto che la Comunità Europea mette a disposizione dei Comuni per ‘‘l’inclusione sociale’’».

Lo dichiara Elena De Paolis facendo un appello all’amministrazione ed evidenziando le difficoltà materiali incontrate dai disabili in zona Ghetto e nel resto della città, tra buche e incuria.
«Ah già – sottolinea De Paolis – ma ci vuole che il comune sia dotato di Peba (Piano di eliminazione barriere architettoniche) e noi non lo abbiamo. Quello che abbiamo oggi è un rinnegare i diritti di tutti e molto di ciò è imputabile all’attuale amministrazione che approva nel 2015 un atto di indirizzo e lo dimentica nel cassetto. Sento le vocine dei grilli parlanti (scusate il gioco di parole) – prosegue ironicamente – ‘‘puntare il dito non serve a nulla’’, ‘‘occorre collaborazione’’, ebbene per il miglioramento necessario e per evitare altri errori: era stata offerta gratuitamente la nostra esperienza più e più volte in questi anni, come Tavolo tecnico per la cultura dell’agibilità, ci sono state fatte dichiarazioni di interesse che sono poi cadute nel dimenticatoio proprio come l’ascensore di via Toti e la fontana spostata. Voglio precisare per dovere di cronaca che la nostra esperienza è stata messa a servizio della città non già per scopi speculativi ma per perorare una giusta causa».

De Paolis ricorda come quando venne effettuato il restyling del Ghetto venne costruita la scalinata per collegare via Toti con via Regina Elena. «La fontana fu messa in castigo sotto la scalinata e l’ascensore creò problemi legati all’uso per esempio chi doveva usarlo? Le chiavi a chi darle? E allora rimase così inutilizzato e passato nel dimenticatoio in questi ultimi 25 e passa anni. Vorrei – tuona De Paolis – che in questa città ci fosse rispetto per le persone con difficoltà, con qualsiasi tipo di limitazione. Impariamo che la disabilità non è solo sedia a rotelle è anche disabilità sensoriale, è anche vecchiaia, è anche impedimento temporaneo, è una mamma col passeggino e le borse della spesa e potrei portare mille altri esempi. Vorrei una città in cui la qualità di vita percepita da ogni singolo cittadino, disabile o no sia almeno buona. Purtroppo tutte le amministrazioni mai hanno rispettato i bisogni dei più deboli – conclude – ed oggi, con molti peggioramenti, ci troviamo una città fatta solo per i super eroi dei fumetti che riescono a volare evitando le buche più dure».