Riqualificazione piazza Regina Margherita, le precisazioni dell’architetto Tagliani

Riceviamo e pubblichiamo. Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni sui mezzi di informazione circa il bando di riqualificazione di Piazza Regina Margherita, appare doveroso, anche alla luce delle precisazione apportate sulla stampa da parte di altri “Illustri” colleghi, fare alcune precisazioni per una corretta interpretazione degli eventi accaduti. Circa la lamentata “mancanza dei requisiti” per la partecipazione al bando predetto, va evidenziato che i requisiti di partecipazione previsti dall’art. 6 dal bando di progettazione ovvero “…iscrizione al relativo ordine professionale secondo l’ordinamento nazionale di appartenenza alla data del concorso” e “…l’esclusione dei soggetti ai quali sia inibito, al momento della partecipazione al concorso, l’esercizio della libera professione”, si riferiscono ai partecipanti individuali o di gruppo “..in caso di partecipazione di gruppo [come nel caso del raggruppamento Un Mercato per Tutti], tutti i componenti devono essere in possesso dei requisiti”. All’interno del gruppo, poi occorreva nominare un rappresentante che fosse un architetto o ingegnere (Arch. Marco TaglianI).

Al successivo art. 8 si dispone che “…è ammessa la partecipazione di consulenti e/o collaboratori, anche studenti iscritti alle facoltà di Architettura…in veste di consulenti e di esperti che…potranno essere privi di iscrizione agli albi di cui al punto 6” Il refuso nasce da una diversa interpretazione delle varie norme del bando. Sorvolando sulla prematura proclamazione del vincitore (progetto “Un Mercato per Tutti”), appresa tra l’altro dagli organi di stampa su iniziativa unilaterale dell’ormai ex dirigente Pierluigi Carugno, tutta la problematica nasce dall’inserimento dell’Arch. G.G. Maes, tra i componenti del gruppo piuttosto che tra i collaboratori. Trattasi di mero errore formale che non inficia la bontà del progetto presentato, in quanto la stessa professionista, al momento della partecipazione, era priva dei requisiti di iscrizione al relativo albo professionale, ma ben poteva dare il proprio apporto al progetto come collaboratore. Altra vicenda paradossale appare, il riferimento all’Arch. Choudhary Sidhant, altro membro del raggruppamento “Un Mercato per Tutti”. Invero, nella determina dirigenziale di esclusione – n. 768 del 10/05/2017‐ a firma del dirigente Pierluigi Carugno, si fa riferimento al fatto che lo stesso “…ad oggi non risulta iscritto all’Ordine degli Architetti secondo l’ordinamento nazionale, ma all’ordine degli Architetti di Dheli INDIA paese non comunitario” facendo espresso riferimento all’art. 6 del bando che, tuttavia recita testualmente che “…i partecipanti devono essere iscritti al relativo ordine professionale secondo l’ordinamento nazionale di appartenenza alla data del bando”. Quindi ordinamento di appartenza e non ordinamento nazionale come sostenuto, a mio sommesso, avviso da parte dell’Ing. Pierluigi Carugno. Ciò posto, al di la del simbolico premio al vincitore e nel rispetto delle reciproche posizioni, resta la validità e qualità sostanziale del progetto presentato, peraltro gradito dalla stessa amministrazione comunale. Tanto dovevo per necessaria chiarezza.