Cerveteri, i vertici Pd delegittimano Falconi

Maurizio Falconi che si qualifica neoeletto segretario del circolo Pd di Cerveteri, in una nota stampa comunica la diffida agli organi regionali del suo partito per l’avvenuto commissariamento, del quale, a suo dire, non ha avuto conferma ufficiale.
«Martedì scorso, tramite il nostro avvocato Lorenzo Borrè – scrive Falconi – abbiamo chiesto chiarimenti ai vertici regionali del partito in ordine alle voci dell’avvenuto commissariamento del Circolo di Cerveteri e ad oggi non abbiamo avuto alcuna conferma del provvedimento che, allo stato, non risulta dunque esistere. E’ inoltre singolare che detto provvedimento non sia stato preventivamente notificato e che le uniche notizie, peraltro vaghe e confuse, siano veicolate dai giornali locali. Abbiamo pertanto chiesto, se esistono, tutti gli atti connessi, compresi quelli del relativo procedimento. Siamo curiosi di leggere le carte e soprattutto le motivazioni, perché appare evidente che, rispetto a quanto stabilito dallo Statuto del Partito Democratico, mancano ad oggi i presupposti stabiliti dall’art. 17, non risultano rispettate le obbligatorie procedure di garanzia, non è stato tutelato il costituzionale diritto al contraddittorio con eventuali «accusatori». In altre parole, questo presunto commissariamento non ha alcun fondamento».
«La questione del Pd di Cerveteri, come ormai sanno tutti – spiega Falconi – ruota intorno a due linee politiche, diverse e contrapposte: da una parte i cosiddetti “astorriani”, quelli che hanno stretto un patto con Pascucci e che, dopo aver perso il congresso, hanno scelto di abbandonare il partito pur di seguire il nuovo alleato; dall’altra quelli che, pur in condizioni difficilissime, hanno comunque affrontato a testa alta le ultime elezioni con la bandiera del Pd». «Ma se avere idee politiche diverse è legittimo, cercare di neutralizzare l’avversario con provvedimenti disciplinari lo è molto meno – commenta Falconi – In questo senso impressiona constatare come gli avvertimenti dei più facinorosi oggi si stiano traducendo in realtà: dicevano che ci avrebbero “schiacciati” alle elezioni e che poi si sarebbero ripresi il partito, perché avrebbero trovato il modo di imporre un lungo commissariamento. Resta un mistero secondo quale logica un successo elettorale possa giustificare atti di tale bullismo politico. A questo punto però interessa poco: non avevano fatto i conti con la dignità di chi crede in questo partito e nei suoi principi democratici. Noi siamo il Pd. Loro lo stanno infangando. Noi continueremo a resistere contro ogni prevaricazione ingiusta e illegittima».
«Adesso ognuno si assuma le proprie responsabilità e si prepari a rispondere delle proprie azioni – conclude Falconi – compresa la responsabilità politica di aver trascinato il partito in questo vicolo cieco, che rischia di avere ripercussioni sull’intero congresso Provinciale se non addirittura di produrre spiacevoli strascichi nella ormai prossima campagna elettorale».
Intanto nella giornata di ieri la direzione regionale Pd ha dato comunicazione, al segretario provincia di Roma Rocco Maugliani, della ratifica del commissariamento del circolo di Cerveteri.
«Si comunica che la Direzione Regionale del Pd lazio, riunitasi venerdì 13 ottobre, facendo seguito alla precedente cominicazione del segretario regionale, ha provveduto in conformità alle disposizioni dello Statuto, a ratificare, con voto unanime, il commissariamento del Circolo Pd di Cerveteri, confermando Commissario Roberto Baccani».