Consiglio, Piendibene si rivolge al Prefetto

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Civitavecchia – Si profila un braccio di ferro destinato ad arrivare con ogni probabilità fino al Viminale, per cercare di dipanare la matassa in cui, dopo le dimissioni del presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti, si trovano imbrigliati il sindaco Antonio Cozzolino e la sua ormai esigua maggioranza.
Venerdì infatti si terrà la prima seduta con all’ordine del giorno l’elezione del nuovo presidente del Consiglio Comunale, con il quorum dei due terzi dei consiglieri assegnati (ossia 16) che ormai i pentastellati, a differenza di quanto avvenne nel 2014, potrebbero raggiungere solo con l’ausilio della minoranza.
Ma lo scontro è già in atto: il consigliere anziano Marco Piendibene ha già chiarito che, non trovandosi di fronte ad una temporanea assenza o impedimento del Presidente, il suo ruolo non è quello di vicario a tutti gli effetti, ma si limita di fatto alla gestione in aula delle sedute ed convocazione del Consiglio, inserendo all’Ordine del Giorno al primo punto l’elezione del Presidente, come previsto da Statuto e regolamento e successivamente solo provvedimenti di seconda convocazione già trattati nell’ultima seduta della presidenza Riccetti (come il regolamento dehors) o altri provvedimenti, come il debito fuori bilancio sulla Beg, il cui iter era già stato avviato dalla stessa Riccetti, oltre a mozioni e interrogazioni non decadute dopo l’ultima seduta.
Nei giorni scorsi, però, i presidenti della Commissione Bilancio e di quella Urbanistica e Lavori Pubblici, rispettivamente Marco Pucci e Fulvio Floccari, hanno convocato una seduta congiunta delle predette commissioni per discutere una delibera relativa all’inserimento nel fondo immobiliare di uno stabile in via Pecorelli.
"Ai sensi dell’articolo 43 ter del regolamento – ha spiegato e scritto Piendibene – è il Presidente del Consiglio che assegna gli atti alle commissioni. In questo caso la mail con delibera è stata inviata per mero errore dall’ufficio di presidenza, non certo da me che non ho e non intendo svolgere le funzioni di Presidente del Consiglio, al di fuori di quelle previste da Statuto e Regolamento nelle more dell’elezione del nuovo Presidente".
In una seduta di commissione molto accesa Piendibene avrebbe ribadito ai due presidenti che la discussione non sarebbe potuta avvenire perché di fatto la delibera non avrebbe neppure dovuto essere assegnata alle commissioni stesse, sentendosi rispondere di stare molto attento in quanto la sua condotta avrebbe potuto assumere profili penalmente rilevanti, ai limiti dell’abuso di ufficio.
A quanto pare, però, il «consiglio» dei pentastellati non avrebbe intimorito il capogruppo del Pd, che per tutta risposta avrebbe deciso di essere lui a rompere gli indugi, scrivendo al Prefetto di Roma Paola Basilone per illustrare quanto sta accadendo in questi giorni a palazzo del Pincio, riportando anche il parere del Segretario Generale Caterina Cordella, che però riguarderebbe delle fattispecie non proprio analoghe a quelle attuali di Civitavecchia, riferendosi da una parte all’interruzione di un Consiglio che era in corso, con le dimissioni del Presidente, e quindi con la necessità di discutere comunque gli argomenti che erano in trattazione (come avverrà anche venerdì con il regolamento dehors, anzi andando oltre con il debito fuori bilancio, in prima convocazione); e dall’altra ai poteri del vice sindaco in caso di impedimento del Sindaco.
Si giocherà molto sul filo delle interpretazioni e della giurisprudenza. L’unica cosa certa, che rileva come dato politico, è che il Sindaco Cozzolino continua ad andare avanti con numeri più che risicati, dopo essere partito, nel 2014, con una maggioranza bulgara monocolore. Oggi, anzi, Cozzolino non ha neppure più la maggioranza: senza la Bagnano, sull’aventino bolognese da un anno, la Trapanesi in viaggio in Nepal, Fortunato in procinto di partire per la Cina, dopo aver perso la Presidente del Consiglio Comunale, passata in minoranza seguendo Luciano Girolami, con due assessori che si sono dimessi nell’ultimo anno, il Sindaco è costretto a richiedere ai suoi presidenti di commissione atti di forza e di prepotenza, che in realtà corrispondono ad una evidente debolezza sul piano politico e amministrativo. E l’impressione è che venerdì sarà solo il primo di una lunga serie di round in cui ancora una volta a fare le spese dell’agonia politica dei grillini sarà la città.

(Seapress)