Regione, ok al bando da circa 6 milioni di euro per la riqualificazione dei comunica interessati da abusivismo

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Lazio – Riqualificazione urbanistico-ambientale e risanamento-igienico sanitario dei comuni della regione, ad esclusione della capitale, interessati dall’abusivismo. A questi obiettivi sono destinati i circa 6 milioni di euro previsti da una delibera della giunta regionale. La cifra è contenuta in un bando esaminato oggi dall’apposita commissione urbanistica presieduta da Enrico Panunzi che ha espresso parere favorevole a maggioranza.
La delibera distribuisce le somme in due annualità. La prima è questa del 2017, con 2.115.871,68 euro. Poi c’è quella del 2018, con 3.780.684,69. Si tratta di finanziamenti in conto capitale per progettazione e realizzazione di interventi di urbanizzazione primaria (fogne, depuratori, rete idrica, reti elettrica e gas) e di risanamento e riqualificazione di beni paesaggistici compromessi degradati. Ci si riferisce a opere che devono essere incluse nel "Programma triennale degli interventi", riferito ai nuclei edilizi abusivi perimetrati ai sensi della legge regionale 28 del 1980 e per i quali sia stata approvata la variante speciale per il recupero. Il massimo contributo da parte della Regione sarà del 70 per cento del costo per ciascun intervento, fino a un massimo di 800 mila euro. Saranno finanziati non più di due interventi per ciascun programma triennale.
Ai comuni, quindi, sarà accollato minimo il 30 per cento dei costi. Quelli che parteciperanno alla spesa in misura maggiore, nella bozza presentata , il bando assegna più punteggio e quindi più possibilità di riuscire ad aggiudicarsi il finanziamento. “Ci sono piccoli comuni che non potranno competere”, ha però osservato il consigliere Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia). Stesso dicasi per i comuni con bilanci in dissesto, dei quali magari non hanno responsabilità perché ereditati da amministrazioni precedenti. Un rilievo che è stato condiviso anche dal presidente della commissione, Panunzi, e che Michele Civita ha detto di prendere in considerazione. Il nodo da sciogliere, secondo l’assessore, dipenderà da quanto spazio concede la legge regionale sulla misura della compartecipazione per ipotizzare un ritocco al sistema dei punteggi che vada incontro ai comuni in difficoltà.