17 bancomat manomessi e 1107 carte clonate: quattro arresti per associazione a delinquere e frode informatica

Roma – Ordinanze di misure cautelari in carcere nei confronti di 4 cittadini bulgari per i reati di associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata alla clonazione di carte di credito e frode informatica, con impiego della carte “clonate” per effettuare prelievo di denaro contante in Paesi esteri come Belize, Indonesia e Giamaica. Questo l’esito dell’indagine denominata “Nettuno” e condotta dai carabinieri della compagnia Roma Centro, in collaborazione con il Comando Antifalsificazione Monetaria e con Europol.
L’indagine, partita a dicembre 2015, è scaturita dalla continua attività di monitoraggio degli sportelli bancomat eseguita dai militari per verificarne la manomissione e dalla costante analisi dell’utilizzo delle carte di credito risultate clonate.
Le diverse denunce di utilizzo fraudolento di carte presentate dalle vittime avevano come comune denominatore spese effettuate in paesi extraeuropei come Belize, Indonesia e Giamaica.
Le indagini, sviluppate anche attraverso una complessa attività tecnica fornita da Europol, hanno consentito di individuare in breve tempola manomissione di almeno 17 sportelli bancomat della Capitale e la clonazione di 1.107, tra carte di credito e bancomat, con le quali sono stati eseguiti prelievi fraudolenti all’estero per circa 50.000 Euro.
I successivi approfondimenti hanno consentito di disarticolare il gruppo criminale composto dai 4 indagati che agivano in concorso con altri sodali di stanza in paesi extraeuropei non identificati e specializzati nella manomissione di sportelli bancomat mediante l’installazione di sofisticate apparecchiature. I dispositivi erano composti da microcamera per carpire i codici PIN e di lettori di banda magnetica, capaci di immagazzinare anche i codici PAN impressi sulle carte di pagamento.
Oltre ai quattro arresti l’operazione ha portato al sequestro di decine di carte di pagamento già clonate, di oltre 100 supporti plastico-magnetici “vergini” e di strumentazione elettronica varia (PC portatili, masterizzatori, skimmer e microcamere); in ultimo sono stati sequestrati anche circa 10.000 euro in contanti, somma comprovante l’illecita attività.