Incendio all’Istituto Calamatta, probabile origine dolosa

Civitavecchia – Ancora da chiarire le cause che si celano dietro al’incendio scoppiato nell’Istituto scolastico Calamatta e che sta impegnando in questi giorni le forze dell’ordine nelle consuete indagini. L’incendio, che ha interessato la scuola di via Don Milani nel pomeriggio di mercoledì scorso, sarebbe partito dal piano terra del plesso scolastico, dalla struttura interna in pvc che accoglie il personale ausiliario e che in poco tempo avrebbe interessato muri, impianto elettrico e diverse superfici.
Quando i Vigili del fuoco sono arrivati sul posto hanno immediatamente provveduto a una verifica volta ad escludere la presenza di persone all’interno dell’edificio, poi sono partite le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza. Ed è proprio in questa fase che sarebbero emersi particolari chiari, in grado di indurre gli inquirenti a ritenere doloso l’incendio. Inneschi presenti sul posto, sui quali i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia agli ordini del capitano Marco Belilli stanno ora lavorando nel tentativo di dare un volto e un nome al piromane.
L’assenza di telecamere, interne ed esterne, tuttavia complica il quadro al vaglio degli investigatori, che nonostante tutto contano di chiudere il caso nel giro di poco tempo. Il percorso per fortuna non si ferma sotto l’aspetto dell’istruzione, almeno stando alle rassicurazioni arrivate ieri dall’amministrazione comunale: l’assessore agli Immobili comunali, Gioia Perrone, ha voluto evidenziare l’impegno dei tecnici del Pincio volto a ripristinare rapidamente lo stato iniziale dei luoghi.
Già a partire da ieri si è tenuto un vertice al quale ha partecipato anche la dirigente della scuola secondaria di primo grado ‘‘Calamatta’’, Emanuela Fanelli. La situazione per il momento rimane critica, dieci classi saranno trasferite presso l’edificio di via Don Milani che ospita la materna, grazie all’adeguamento delle aule di laboratorio. Il pm titolare dell’inchiesta si è mostrato disponibilissimo, consentendo al Comune – tramite l’impiego della Protezione Civile – di prelevare il materiale didattico dalle vecchie aule per il trasloco.