Caso Nica: salta l’udienza preliminare

Cerveteri – Rinviata al 3 aprile l’udienza preliminare per l’omicidio di Daniele Nica, il sedicenne travolto e ucciso dal 31enne di Cerveteri, Stefano Risi, che alla guida della sua Mercedes classe B di colore nero aveva preso in pieno la giovanissima vittima sulla statale Aurelia in prossimità del Km 37,4, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016, attorno alle due e trenta. Nell’udienza di ieri il gup Massimo Marasca ha verificato che non c’era agli atti la prova della notifica ad uno degli imputati e di conseguenza ha rinviato l’udienza, disponendo il rinnovo della notifica. Come è noto, il sostituto procuratore della procura di Civitavecchia Delio Spagnolo, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale per il giovane cerveterano che ha investito il sedicenne ed per Adam Galluccio, 22enne di Ladispoli che conduceva la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele. Entrambi gli imputati non erano presenti ieri in aula. Per quanto riguarda l’imputato Risi è stata dichiarata l’assenza, perché la notifica era stata perfezionata. Di fatto, la prima cosa che si deve fare quando si comincia qualsiasi udienza è verificare se le parti nei cui confronti lo Stato fa la causa sono stati ritualmente citati a comparire. Se sono stati citati a comparire e non compaiono vengono dichiarati assenti. Se non sono stati citati a comparire si ordina una nuova citazione. Risi era stato regolarmente citato e per questo è stato dichiarato assente. Per Galluccio, invece, non c’era la prova della notifica e quindi ne è stata ordinata una nuova.
Un po’ di delusione e amarezza per Marco Nica, papà di Daniele, presente all’udienza di ieri che per questioni burocratiche se l’è vista slittare di quasi tre mesi. «Amarezza – dice Marco – perché l’ansia di arrivare alla conclusione della vicenda mal si concilia con i giusti e legittimi adempimenti tecnico burocratici richiesti dalla legge».
Come già approfondito su queste colonne, ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver oltrepassato – con la Panda – le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi».
(seapress)