Scienza: in Italia troppe posizioni superficiali

“L’Italia non sa riconoscere il valore dei suoi scienziati. E non solo in astronomia e fisica”. Eppure “ce ne sono di bravissimi”. Più che un affondo è un’amara considerazione quella di Marica Branchesi, astrofisica appena eletta da Time tra le 100 personalità più influenti al mondo. Non lo dice da cervello in fuga: la Branchesi si divide tra l’Italia e la gli Stati Uniti nell’ambito della collaborazione internazionale di Ligo-Virgo​ che ha ascoltato le onde gravitazionali. Ed è per il suo lavoro (anche di divulgazione) sulle “increspature dell’universo” – già teorizzare da Albert Einstein – che è finita nella categoria “Pionieri” della rivista americana. L’unica italiana insieme a Giuliano Testa, il chirurgo che ha realizzato il primo trapianto di utero negli Usa a una donna poi diventata mamma.

La menzione arriva quattro mesi dopo che “Nature” l’aveva inserita tra le 10 personalità più influenti del 2017. E non è un caso se si tratta di due giornali stranieri. In Italia “vedo molta superficialità. A tanti la scienza fa paura e invece è più vicina a ognuno di noi di quanto si pensi”, spiega la ricercatrice alla Stampa, rispondendo a una domanda “sulle scie chimiche” e sulle campagne no-vax. E per non correre rischi, Marica Banchesi, 41enne, professoressa al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, ai suoi due figli Diego e Damien, di tre anni e uno e mezzo, parla già da tempo delle onde gravitazionali. E così fa anche suo marito: Jan Harms, ricercatore tedesco conosciuto al Caltech, in California. “Il più grande, Diego, si diverte a guardare la luna e le stelle. Lui e il fratello viaggiano spesso con noi. Sono le mascotte”. Da mamma e astrofisica, poi, dà un consiglio a tutti i giovani scienziati in erba: “Lavorare sodo, essere onesti e sapere che i sogni si possono realizzare”.