Roman Polaski dichiara ’guerra’ a Hollywood

Dopo la decisione dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences di Hollywood di espellere il regista Roman Polanski, questi ha annunciato per mezzo del suo avvocato che potrebbe presentare una querela. "Il signor Polanski ha diritto di andare davanti un tribunale ed esigere che l’organizzazione rispetti le regole", recita la lettera di Harland Braun al presidente John Bailey, pubblicata dal portale TMZ.com. Braun contesta che al regista non sia stata chiesta la propria versione dei fatti prima di prendere una decisione che lo riguardava, a differenza di quanto prevedano invece le norme dell’istituzione. "L’unica soluzione adeguata sarebbe quella di ritirare l’espulsione di Polanski". E così poter dare al regista l’opportunità di esprimersi prima di prendere poi una nuova decisione sulla faccenda.
L’Academy degli Oscar ha proceduto all’espulsione di Polanski e del comico Bill Cosby venerdì scorso per aver violato le regole di comportamento approvate di recente. Cosby, in particolare, è stato condannato in un processo per violenza sessuale, mentre contro il direttore de ’Il Pianista’ la giustizia americana ha aperto un caso per il presunto stupro di una minorenne. Figlio di Ryszard Liebling, polacco di discendenza ebraica e Bula Katz, cattolica di origini russe, Roman viene alla luce nell’agosto 1933, nella città di Parigi. Due anni prima dell’avvento della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia Polanski emigra dalla Francia, a causa del crescente antisemitismo che sta incombendo nel paese. Fa così ritorno in Polonia. Giunti a Cracovia, viene però rinchiusa dai nazisti nel ghetto di Varsavia; nel 1941, la madre di Roman, prelevata dalle SS e deportata ad Auschwitz, viene uccisa nel campo di sterminio.
Aiutato dal padre, il piccolo di appena sette anni, riesce a fuggire dalla terribile area di concentramento situata nella capitale polacca. Nonostante le tremende angherie subite da parte dei soldati tedeschi – come quella di divertirsi ad usarlo come bersaglio e a guardarlo saltellare terrorizzato, per evitare i colpi – il bimbo riesce a scappare, rifugiandosi presso famiglie cattoliche.
Tra le premurose cure di due genitori adottivi, Roman può finalmente iniziare una nuova vita: si sviluppa in lui una certa vena artistica, orientata verso il mondo del cinema. Il conflitto è ormai al suo epilogo e il giovane Polanski ritrova il tanto amato padre, sano e salvo. Dopo aver dichiarato al papà la sua predilezione per la settima arte, questo ambizioso ragazzo, nel 1953, ottiene una parte nel primo film che lo vede in veste di attore: Trzy opowiesci.
Recita in altre produzioni, conseguendo il suo apprendistato nel ’59, alla Scuola d’Arte di Cracovia. Frequenta poi la Lodz Film School a formazione teatrale. A soli 22 anni debutta dietro la macchina da presa con il cortometraggio Rower: e con i corti arrivano anche le prime premiazioni. Nel settembre 1959 convola a nozze con l’attrice polacca Barbara Lass, dalla quale divorzierà tre anni dopo. Alle soglie dei trenta, Roman dirige il primo suggestivo lungometraggio: Il Coltello Nell’Acqua che tra i vari riconoscimenti, si guadagna la nomination all’Oscar come Miglior Film Straniero. Nel 1963 si trasferisce in Inghilterra e realizza due delle sue opere più originali: l’angosciante Repulsion nonché il surreale Cul de Sac.