Un anno dopo il dramma di piazza San Carlo, come evitarlo in futuro

“Quello che è accaduto un anno fa ci ha cambiato la vita”. A dirlo riferendosi alla tragedia di piazza San Carlo a Torino, è Mimmo D’Alessandro, il cofondatore di D’Alessandro & Galli. La società organizza alcuni dei concerti più importanti in Italia, come le due date di Roger Waters il prossimo luglio a Lucca e al Circo Massimo di Roma e, nel recente passato, gli show di Vasco Rossi a Modena e Ligabue a Campovolo. “In questo Paese è incredibile – commenta D’Alessandro -. Se quella manifestazione in piazza San Carlo l’avesse organizzata il peggior professionista che fa questo di mestiere non sarebbe successo niente. Ma lì era terra di nessuno”. Predisporre tutto quanto indispensabile a un evento richiede un lungo iter.
“A noi controllano ogni cosa, fanno le pulci su tutto”, spiega D’Alessandro. Come si legge nella circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli del 28 luglio scorso, “per le manifestazioni di pubblico spettacolo, lo svolgimento dell’evento è soggetto al rilascio della licenza da parte del Sindaco del Comune e tale licenza non può essere rilasciata se non previo parere delle Commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo”. Per organizzare un concerto, quindi, il via libera arriva dopo che una apposita Commissione si sia riunita e abbia stabilito che cosa debbano fare gli organizzatori. Un apparato di decisori che devono mettere a punto il piano migliore per garantire la sicurezza ma, secondo D’Alessandro, “troppa repressione non fa bene, anzi”. Anche per gli organizzatori, che fanno della sicurezza “il pane quotidiano”. A distanza di dieci mesi la Procura torinese ha individuato le responsabilità di quanto accaduto, accusando alcuni componenti di una banda che utilizzava spray al peperoncino per compiere rapine e scippi. Ma per chi, di lavoro, organizza eventi e concerti la soluzione al grattacapo sulla sicurezza è ancora un labirinto. A dettar legge in materia sono due testi di Franco Gabrielli.
La prima circolare, datata 7 giugno 2017, metteva in evidenza la necessità di “qualificare gli aspetti di safety e di security al fine dell’individuazione delle migliori strategie operative”. Il primo termine – safety – riguarda la sicurezza degli ambienti, la valutazione dei rischi legati al luogo dove viene organizzato l’evento, prendendo in considerazione fattori come la capienza, le attrezzature, i piani di evacuazione e gli aspetti strutturali degli spazi. La security invece ha a che fare con i servizi di ordine e sicurezza pubblica: predispone cioè le misure anticrimine.