Campi rom a Roma: prime tensioni tra Lega e Cinque Stelle

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Forse non sfocerà in uno una battaglia aperta, ma le divergenze tra la linea del sindaco Virginia Raggi, quanto scritto nel Contratto di governo e i convincimenti del ministro dell’interno in materia di sgombero dei campi rom sembrano porre le premesse, se non altro, di una forte litigata. Il Contratto rafforza, sulla carta, il ruolo di autonomia che va riconosciuto a Roma Capitale, e Raggi potrebbe approfittarne per non rinunciare ad una politica nei confronti dei nomadi che viene giudicata molto inclusiva. Salvini, da parte sua, ha sempre detto che quei campi li vorrebbe smantellati tutti per motivi di ordine pubblico. Infine ancora il Contratto parla di rimozione per i soli insediamenti irregolari, ma la differenza tra questi e i campi irregolari è, agli occhi di una certa parte di opinione pubblica, troppo sfumata. L’accordo che è alla base della coalizione di governo tra Lega e M5S, quando si tratta di Roma, parla chiaro. Dice: "Si intende rilanciare il disegno attuativo delle disposizioni costituzionali su Roma Capitale (art. 114 Cost.) con legge dello Stato. Verrà in tale modo sancito un nuovo Patto tra la Repubblica e la sua Capitale, restituendole nuova e definitiva dignità". La riforma fu voluta anni fa da una maggioranza di centrodestra di cui faceva parte la Lega.
Ora, il fatto è che il problema dei nomadi, a Roma, è particolarmente sentito ed è indicato come una delle emergenze più o meno conclamate della Capitale. Inutile dire che anche in questo Roma è vetrina; cosa accade nell’Urbe, quindi, finisce per valere in tutto il Paese. Ad aprile la maggioranza grillina in Campidoglio ha approvato, in materia, una delibera in cui si applica ai Rom un trattamento per diversi aspetti simile a quello deciso con i migranti. Tra le altre cose, nota il Messaggero, si apre all’accoglienza nelle famiglie. Cioè: in condizioni di particolare fragilità, singoli o piccoli gruppi di Rom potranno essere ospitati da famiglie, per le quali sarebbe previsto un contributo del Comune. Salvini è favorevole alla chiusura di tutti i campi Rom. Fecero discutere nell’aprile 2015 le sue dichiarazioni a proposito: "Cosa farei io al posto di Alfano e Renzi? Con un preavviso di sfratto di sei mesi, visto che non c’è la bacchetta magica e non si fa niente in quarto d’ora, io preannuncio la ruspa e poi spiano, rado al suolo tutti i campi rom", disse a ’Mattino 5’. "In Europa non esistono i campi rom. I rom hanno i diritti e i doveri di tutti gli altri cittadini. Quindi, con questo preavviso di sei mesi, si organizzano e si attrezzano: comprano o affittano una casa". Già lo scorso anno, di fronte ad una serie di prese di posizione di Virginia Raggi, il leader leghista aveva usato parole molto esplicite. «Il ‘Piano Rom’ del sindaco Raggi prevede un contributo fino a 10.000 euro a famiglia Rom per pagare affitto e bollette, fino a 5.000 euro per l’avvio di piccole realtà imprenditoriali (chissà in quali settori: gioielleria, casseforti o ricambi auto?). Sono previste poi la legalizzazione di "mercatini dell’artigianato" (o del rubato?) e la regolarizzazione dei "riciclatori di metallo" (o ladri di rame?). Costo previsto quasi 4 milioni di euro dell’Europa, quindi nostri», aveva detto. Anche se non era stato del tutto preciso.