Pietra tombale su Zona Artigianale e Centro commerciale a Pian del Candeliere

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È ufficiale, nero su bianco: il Ministero della Difesa ha negato il nulla osta al progetto Pian del Candeliere di Cerveteri, o meglio ne ha ribadito l’impossibilità a realizzarlo, impossibilità già espressa negli anni scorsi. Pare improbabile, quindi, che Regione e Comune fossero all’oscuro dell’inamovibilità delle particolari servitù militari, specificate a più riprese nel 2010, 2012 e 2015. Per competenza, destinataria della risposta del Ministero era la Regione Lazio, quale titolare del procedimento urbanistico. Alla Regione si è poi rivolto ufficialmente lo studio legale internazionale del prof. Avv. Adriano Tortora, con un procedimento di accesso agli atti, al fine di conoscere gli sviluppi dell’intera vicenda. Sviluppi che dalle parti di piazza Risorgimento sono stati lungamente e sistematicamente ignorati. La Regione Lazio, quindi, ha ricevuto ed inoltrato l’ennesimo diniego da parte del Ministero della Difesa ad autorizzare qualsivoglia variazione alle servitù militari presenti nell’area interessata. Un carteggio quello ricevuto per il tramite della Regione dall’avvocato Tortora, snello, essenziale ed esaustivo, nel rispetto dello stile militare, che non lascia alcun dubbio sulla irrealizzabilità del progetto per il presente, e per un futuro prossimo venturo. Una pietra tombale sulla zona artigianale e sul centro commerciale a Pian del Candeliere, che mette al riparo anche la Regione Lazio da qualsivoglia recriminazione ‘parapolitica’ da parte dell’amministrazione comunale. La bocciatura del Ministero della Difesa arriva dall’ottavo Reparto Infrastrutture Ufficio Demanio e Servitù Militari, che in una lettera al comune, alla regione e al Rud (Raggruppamento Unità Difesa) “…esprime il proprio parere negativo alla realizzazione dell’opera in quanto inficia sulla funzionalità del Centro Radiogoniometrico”, centro situato, appunto, nei comuni di Ladispoli e Cerveteri. Riavvolgendo la pellicola dei fatti accaduti intorno a questa storia, risaliamo ai primi atti avviati dal sindaco Pascucci nel primo periodo del suo primo mandato. Epoca in cui Pascucci bocciò il progetto del centro commerciale nella zona di Zambra, ammantato delle vesti di verde ambientalista, in strenua lotta contro il cemento. Successivamente, stravolse l’area artigianale non ancora realizzata, proponendo un ‘ibrido’ commerciale, una sicura colata di cemento di 400 mila metri cubi, a Pian del Candeliere. Scelta che evidenziava un ambientalismo di facciata e non di sostanza. Infatti, successivamente fu redatto un nuovo Piano Regolatore, dal profumo vagamente elettorale, all’interno del quale, tra l’altro, troneggiava il fantasmagorico centro commerciale, di là da venire e soprattutto da costruire. Oggi, la lettera della Regione Lazio che inoltra l’ulteriore nota del ministero, e dichiara così concluso il procedimento amministrativo attivato. Il mondo politico locale commenta, senza sorpresa e con molto disincanto, l’ultima sonora bocciatura incassata da Pascucci e dalla sua maggioranza. Il movimento grillino di Cerveteri, unitamente al consigliere pentastellato Saverio Garbarino, firmano il commento che segue: “Dopo il lungomare, dopo Caerelandia, dopo il cimitero, dopo l’asilo nido comunale….adesso è il turno dell’area commerciale. Tutti progetti annunciati come fatti e finiti e poi inesorabilmente rimasti impantanati e incompiuti. Una volta è colpa del privato, un’altra della burocrazia un’altra ancora è a causa dei sabotatori. La verità è che non c’è stato un solo progetto che questa amministrazione abbia promesso e poi realmente portato a termine. Forse il tanto millantato appoggio della Regione e il rapporto idilliaco con Zingaretti non sono più certezze come qualche mese fa si provava a far credere? Il lungomare non si sblocca, l’asilo nido viene rinviato al 2019 (forse) e ora l’area artigianale subisce lo stop dal Ministero della Difesa. Forse Zingaretti non ha più interesse a difendere il suo pupillo dopo il flop alle regionali? O peggio, sapevano già tutto, e gli annunci non erano altro che consapevoli specchietti per le allodole piazzati da un bravissimo cacciatore di voti? E chissà che stessa sorte non tocchi anche alla variante al PRG, in attesa di sentenza al TAR dopo l’impugnazione di Città Metropolitana, lasciando così a bocca asciutta i privati appollaiati in attesa di poter dare sfogo alle loro speculazioni edilizie…” Il consigliere di Forza Italia Salvatore Orsomando, anche lui fortemente disincantato, afferma al telefono: “E sufficiente riascoltare quanto ho più volte dichiarato pubblicamente a più riprese in Consiglio comunale su questa vicenda per comprendere che la bocciatura del Ministero della Difesa non poteva e non può costituire una sorpresa per nessuno. Tranne, forse, per chi ha puntato sull’impossibile. Lo scorso 26 aprile, durante alcune fasi di dibattito in Consiglio comunale, interpellai il sindaco per chiedergli se fosse a conoscenza di una voce circa il diniego del Ministero della Difesa sull’ Area Artigianale e sul Mega Cento Commerciale a Pian del Candeliere. Pascucci affermò, pubblicamente, di non essere a conoscenza di quelle voci e si riservò comunque di verificare. Da allora più nulla. A questo punto va sottolineato che già esisteva un diniego militare su quella zona. Quindi il sindaco -conclude Orsomando- ha perseverato nel commettere lo stesso errore ed ora si tratta di verificare se questo potrebbe aver il provocato o meno un danno erariale. Su questo punto vigileremo accuratamente. L’esponente di Fratelli d’Italia Annalisa Belardinelli dice la sua affermando: La notizia del parere negativo del Ministero sull’opera in quanto andrebbe ad inficiare sulla funzionalità del Centro Radiogononetrico di Cerveteri-Ladispoli non mi sorprende affatto. Già in campagna elettorale, infatti, avevo avanzato dei grossi dubbi sulla realizzazione di questo progetto in un’area così a ridosso del Centro, ma per il sindaco e i suoi è sempre tutto giusto e possibile e sono gli altri a sbagliare. Ovviamente questo solo a parole perché poi vengono sempre smentiti dai fatti che confermano, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la superficialità, l’improvvisazione e l’incapacità di questa amministrazione che da anni annuncia la realizzazione di grandi opere di cui però ad oggi non vediamo nemmeno in lontananza la partenza”.