Strage di Ripalta Lesina, prime ricostruzioni sull’incidente che ha stroncato la vita a 12 braccianti

Viaggiavano stipati in un furgoncino. Erano tutti stranieri e tornavano da una lunga giornata di lavoro passata nei campi, sotto al sole. La nuova strage di braccianti sotto pagati e sfruttati dai caporali si è consumata a Ripalta di Lesina, nel foggiano, dove in un frontale con un tir hanno perso la vita 12 lavoratori migranti. Tre i feriti, nessuno di loro in pericolo di vita. A bordo del furgone – che si è scontrato con un camion carico di farinacei – c’erano molti braccianti agricoli extracomunitari. Sette dei 12 stranieri deceduti sono stati identificati: erano immigrati regolari nel territorio nazionale. Un’analogia incredibile con l’incidente avvenuto sabato scorso che ha fatto 4 morti, sempre nel foggiano, ad Ascoli Satriano. Una mattanza senza fine, per Susanna Camusso, segretario generale Cgil e Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil che hanno parlato non di una fatalità ma del "frutto delle condizioni in cui lavorano e si recano nei luoghi di lavoro i tantissimi braccianti, molti stranieri, impegnati nelle campagne di raccolta" hanno detto in una nota congiunta, annunciando una manifestazione mercoledì a Foggia "per dire basta e denunciare con forza quanto sta accadendo". Sulla stessa lunghezza d’onda, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan che ha invocato l’inervento di Stato e istituzioni. Forte il cordoglio da parte dal mondo della politica. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha annunciato "controlli a tappeto per combattere, in tutta Italia, sfruttamento e caporalato". Dello stesso avviso il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio “Il caporalato va estirpato controllando azienda per azienda. Non servono nuove leggi, quello che manca sono i controlli. Lo Stato non è attrezzato per controllare e per questo faremo un concorso straordinario per nuovi ispettori del lavoro”. Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a Raio 24 in relazione ai due incidenti mortali avvenuto nel Foggiano. Sul decreto dignità “abbiamo mantenuto la promessa alla Camera. Anche al Senato non dobbiamo metterla” non mettendo la fiducia. “Come parlamentare lo chiedevo sempre – ha aggiunto – ora mi sono fatto tre giorni in aula. L’opposizione ha avuto modo di discutere. Anche al Senato non dobbiamo mettere la fiducia e dobbiamo votare il decreto senza atti di forza”. Di Maio ha anche confermato che in legge di bilancio ci saranno le prime misure per il superamento della legge Fornero sulle pensioni e un taglio del cuneo fiscale per incentivare i contratti a tempo indeterminato. Nel frattempo, i capigruppo del M5s hanno depositato il provvedimento per il taglio delle pensioni d’oro. Su questi temi, ma anche si reddito di cittadinanza e flat tax, “faremo un vertice di maggioranza per affrontare la legge di bilancio”, ha annunciato Di Maio. Quello del caporalato, ha precisato il ministro per il Sud, Barbara Lezzi "è un problema che deve essere affrontato in maniera molto seria". "Non so se servano altre leggi – ha detto Lezzi a Radio 24 – ma bisogna utilizzare quello che già intensificando i controlli". Per la ministra "bisogna rinforzare la squadra dell’Ispettorato del Lavoro" in modo da avere controlli puntuali ed efficaci.