Manovra e mercati, in ebollizione le Borse. Impatto devastante per le banche e lo spread

“Ora parte l’interlocuzione con l’Ue e con i grandi investitori privati e non abbiamo intenzione di andare allo scontro”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando a un convegno della decisione di portare il deficit/pil al 2,4%.
”Non sono preoccupato perché nei prossimi giorni vogliamo incontrare tutti i soggetti pubblici e privati che rappresentano la realtà del mercato e ribadire che nel 2,4%” ci sono anche “15 miliardi di euro di investimenti, è il più grande piano di investimenti mai fatto in Italia”. Così il vicepremier Di Maio ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se fosse preoccupato per l’andamento della Borsa e dello spesa e all’indomani del varo della nota di aggiornamento del Def. Poi sulle affermazioni di Moscovici (Ue): “Le preoccupazioni sono legittime ma il governo si è impegnato a mantenere il deficit/pil al 2,4% e vogliamo ripagare il debito”. Devastante sui mercati, anche se è il primo giorno di verifica, l’impatto della manovra economica, sulla quale è stato raggiunto un accordo nella serata di giovedì nella maggioranza giallo-verde. Purtroppo, almeno in queste ore, l’impatto è stato peggio di qualsiasi possibile previsione. Nella tarda mattinata, a ridosso della chiusura di contrattazioni si ampliava ulteriormente la corrente di vendite in Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha toccato un ribasso minimo di giornata del 3%, con le banche sotto la pioggia di vendute. Banca Ifis perde il 10%, Banco Bpm, Bper e Creval il 7,8%, Unicredit, Intesa oltre sei punti percentuali, Ubi è sospesa in asta di volatilità. Le vendite coinvolgono anche altri titoli strutturali, come Enel e Generali, che cedono il 4%. Astaldi, dopo la domanda di concordato preventivo ‘con riserva’, crolla del 22%.
Tensioni sui titoli di Stato italiani dopo il rapporto deficit-pil sui tre anni nella nota di aggiornamento al Def. Lo spread tra Btp e Bund sfonda la soglia dei 280 punti base, a 281, sugli schermi Bloomberg. Il rendimento del decennale italiano sale al 3,24%. Poi, come detto, il Commissario europeo all’economia Moscovici, che sembra tenero con l’Italia, ma non lo è assolutamente. Con un deficit al 2,4 per cento il Bilancio che il governo sta disegnando sembra porsi “fuori dai paletti delle regole europee”. Il commissario europeo agli affari economici, Pierre Moscovici parte subito in pressing sull’Italia per evitare quella che ritiene sarebbe una manovra autolesionistica. Non minaccia sanzioni ma dice di voler riavviare il dialogo, per evitare che si compiano passi che finirebbero drenare risorse in un Paese che con un debito così elevato ha le mani legate. “E alla fine è sempre il popolo a pagare”. Ecco il resoconto di quanto affermato dall’Eurocommissario in una intervista a Bfm Radio Montecarlo. “Se gli italiani continuano a indebitarsi sapete cosa succede? I tassi aumentano, il servizio del debito, cioè il rimborso del debito diventa più pesante” e tutti i fondi che vi saranno destinati verranno sottratti ad altro. “Non bisogna sbagliare: non bisogna togliere un euro alle autostrade, all’educazione e alla giustizia sociale. Quando si è indebitati si è legati e non si può agire, non si hanno più margini. Qui parlare non è un burocrate di Bruxelles: sono convinto che non sia nell’interesse dell’Italia fare così. Fare rilancio quando si ha un debito molto elevato finisce per rivoltarsi contro chi lo fa e alla fine – ha concluso Moscovici – è sempre il popolo a pagare”. Immediata, come è ormai consuetudine, la risposta del Governo italiano e di Salvini in particolare. Se da Bruxelles arriverà una bocciatura della Legge di Bilancio “noi tiriamo avanti. Pensiamo di lavorare bene per la crescita del Paese e ridare fiducia, speranza, energia e lavoro. Dobbiamo abbattere i muri della precarietà, della sfiducia e della disoccupazione in Italia. Questa manovra – ha aggiunto Salvini – intervenendo sulla legge Fornero, riducendo le tasse ai piccoli e aumentando le pensioni di invalidità è un passo in avanti verso la civiltà: sono convinto che analisti e mercati capiranno che stiamo lavorando per il bene del Paese. Non sono assolutamente preoccupato”. E sul ministro Tria ha detto che “non è mai stato in bilico, è un membro del governo, di un governo che in maniera compatta, piano piano, con intelligenza e responsabilità, sta mantenendo uno per uno tutti gli impegni presi”.